HORNWOOD FELL – Cursed Thoughts

Pubblicato il 26/06/2020 da
voto
7.5
  • Band: HORNWOOD FELL
  • Durata: 01:19:36
  • Disponibile dal: 26/06/2020
  • Etichetta: Kadabra Music
  • Distributore:

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Anticipato con due distinte release su Bandcamp, arriva il nuovo, mastodontico lavoro degli Hornwood Fell, che segna un bel ritorno ai fasti del passato per i fratelli Basili. Coerentemente alla presentazione in due lavori distinti, confermata da una copertina che presenta un collage di due differenti immagini di Edgar Allan Poe, “Cursed Thoughts” mostra due facce diverse e quasi opposte della band. La prima parte vive di momenti dissonanti ma molto focalizzati, brani contorti e brutali dotati al tempo stesso di un perverso gusto epico; la batteria ha un suono molto secco e peculiare che conforma particolarmente l’ibrido black/death complessivo, in cui si notano frequenti rallentamenti ritmici, in grado di trasfigurare le dinamiche più estreme in midtempo quasi orrorifici. Va detto che non è il Poe dei racconti gotici ambientati in magioni oscure quello evocato dai loro solchi, quanto piuttosto quello protolovecraftiano di Arthur Gordon Pym; ne sono evidenti esempi gli intermezzi di tastiere e i sample vocali di “Obsession” molto cupi ed efficaci nel costruire una traccia molto evocative, oppure “The Spiritual Dawn”. Un brano quasi doom, pur basato su ritmiche più veloci di quelle tipiche del genere, con begli inserti di organo e una chitarra solista che costruisce trame ipnotiche prima dell’esplosione gotica e delle due voci intrecciate su un tappeto di tastiere e archi verso la conclusione del brano. Un balzo stilistico che riporta gli Hornwood Fell al loro passato più trascendente e che ricompare anche nella seguente “The Giantess”.
Con “Dream-Land” ha avvio quello che era inizialmente il secondo disco, e la differenza si sente. Strutturalmente i sette brani a seguire sono all’insegna di un black metal primordiale e insieme evocativo, fatto di sfuriate disarmanti e fuori dal tempo nel miglior senso dell’espressione. Il sound è in qualche modo debitore degli Ulver di “Nattens Madrigal”, sia nell’afflato poetico che emerge dai solchi che per le chitarre zanzarose, arricchite però da una limitata ma preziosa dimensione sinfonica. Una componente che esplode sulla lunga “Alone”, dove per diversi minuti sono le tastiere dilatatissime a dominare, o in diversi passaggi di brani come “The Divine Rights Of Kings” o “The Sleeper”, fino al finale essenziale ma potente di “The Valley Of Unrest”.
L’ascolto integrale risulta nel complesso impegnativo, ma la costruzione su due dischi molto diversi spinge a una fruizione separata e assolutamente godibile in entrambe le parti. Forse, a voler trovar un difetto, la band laziale deve decidere appieno in che direzione andare, ma entrambi i volti qui mostrati funzionano, e non ci resta che sancire il voto con un gradito “bentornati”.

TRACKLIST

  1. The Joyous Defunct
  2. Magnetic Horror
  3. Obsession
  4. The Possessed One
  5. The Spiritual Dawn
  6. The Giantess
  7. Dream-Land
  8. The Spirits Of The Dead
  9. Alone
  10. The Divine Right Of Kings
  11. The Lake
  12. The Sleeper
  13. The Valley Of Unrest
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