HORRENDOUS – Ontological Mysterium

Pubblicato il 15/08/2023 da
voto
8.0
  • Band: HORRENDOUS
  • Durata: 00:37:44
  • Disponibile dal: 18/08/2023
  • Etichetta:
  • Season Of Mist

Tanta eleganza e mestiere in ”Ontological Mysterium”, quinto album degli Horrendous. Li aspettavamo al varco, a ben cinque anni dal precedente “Idol”: non era infatti mai capitato che il gruppo di Philadelphia si prendesse una pausa tanto lunga fra dischi. Il Covid e gli impegni del chitarrista Damian Herring come produttore senz’altro hanno influito sul ‘ritardo’, ma, a dirla tutta, per qualche momento si era anche temuto che la band avesse gettato la spugna, non avendo sin qui raccolto più di tanti consensi, nonostante un avvio di carriera clamoroso in termini di qualità del repertorio. Come altre formazioni particolarmente personali, gli Horrendous sinora non sembrano essere stati ‘capiti’ davvero: spesso troppo melodici e prog per gli amanti più tradizionalisti del filone old school death metal e, al contempo, oltremodo rumorosi e/o sguaiati nel comparto vocale per chi è in cerca di musica ‘alta’ e colma di finezze tecniche. Per gli ascoltatori di ampie vedute, il quartetto resta tuttavia un grande esempio di techno-death metal dalle vistose venature vintage, donate da un gusto melodico e da un approccio alla composizione e alla resa sonora che da qualche tempo hanno sempre più punti di contatto con il metal degli anni Ottanta.
Con il passare degli anni, la furia ferina dei primi lavori degli statunitensi si è via via stemperata nella creazione di trame sempre più raffinate ed evocative: una scelta che in alcune circostanze ha quasi portato a definire gli Horrendous una strana creatura dedita ad un classic metal oscuro e virtuoso nel senso più letterale del termine. Una cifra stilistica personale, quindi, che presenta come punto di forza la succitata, esuberante, vena solista dei due chitarristi, ai quali va riconosciuto l’incontestabile merito di sapere spesso unire distinte suggestioni notturne, la prestanza del death metal e un feeling eroico più squisitamente riconducibile alla cultura classic metal di Judas Priest o Mercyful Fate.
Con il precedente album, “Idol”, la ricerca del gruppo sul fronte progressive si era spinta fino a raggiungere il suo più alto apice: in quell’opera, i quattro mettevano continuamente in atto forme travolgenti che andavano a formare in modo libero e sincopato temi e passaggi che spesso venivano decostruiti di lì a poco, con un approccio dei musicisti che altrettanto regolarmente poteva dare l’idea di un inseguimento violento, di una gara a chi era più ingegnoso e imprevedibile, tanto che a tratti certe estese aperture strumentali arrivavano persino a trasmettere un mood opethiano. ”Ontological Mysterium”, dal canto suo, pur durando soltanto pochi minuti meno di “Idol”, appare come un album più compatto e vigoroso, che riesce a trasmettere presto l’idea che con esso i suoi autori abbiano voluto raggiungere un centro armonico e un punto di stabilità ritmica più solidi e pronunciati. La tensione è palpabile, anche nei momenti maggiormente ariosi, e ciascun musicista gestisce con padronanza magistrale e accurata il processo di interazione del proprio strumento con gli altri, fino a dare appunto l’idea di una consistenza più spiccata, di un’ispirazione e di un coinvolgimento che gli statunitensi non vedono l’ora di replicare sulle assi di un palco.
La band confeziona così nove tracce aggressive, in certi casi febbrili, ma incanalate in un meccanismo di composizione e interplay molto fluido e collaudato, dove alla ruvidezza dell’impianto ritmico si uniscono melodie ora passionali, ora oblique, debitrici appunto di sonorità classiche, ma senza cedere alla tentazione del revival fine a se stesso.
Si tratta insomma di un grande ritorno per gli Horrendous, qui bravi a mettere particolarmente in risalto i loro storici punti di forza e, al tempo stesso, a dare un’idea di brio e spontaneità alla lunga contagiosa. Un album sontuoso che ricalca una semantica consolidata, ma che lascia ancora spazi aperti allo stupore.

TRACKLIST

  1. The Blaze
  2. Chrysopoeia (The Archaeology of Dawn)
  3. Neon Leviathan
  4. Aurora Neoterica
  5. Preterition Hymn
  6. Cult of Shaad’oah
  7. Exeg(en)esis
  8. Ontological Mysterium
  9. The Death Knell Ringeth
0 commenti
I commenti esprimono il punto di vista e le opinioni del proprio autore e non quelle dei membri dello staff di Metalitalia.com e dei moderatori eccetto i commenti inseriti dagli stessi. L'utente concorda di non inviare messaggi abusivi, osceni, diffamatori, di odio, minatori, sessuali o che possano in altro modo violare qualunque legge applicabile. Inserendo messaggi di questo tipo l'utente verrà immediatamente e permanentemente escluso. L'utente concorda che i moderatori di Metalitalia.com hanno il diritto di rimuovere, modificare, o chiudere argomenti qualora si ritenga necessario. La Redazione di Metalitalia.com invita ad un uso costruttivo dei commenti.