HØSTSOL – Länge Leve Döden

Pubblicato il 10/01/2023 da
voto
8.5
  • Band: HØSTSOL
  • Durata: 00:44:34
  • Disponibile dal: 13/01/2023
  • Etichetta:
  • Avantgarde Music

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Uniamo quattro artisti prelevati dalla scena black metal svedese, norvegese e finlandese: difficilmente da questo incontro musicale ne uscirà qualcosa di trascurabile.
In questo progetto internazionale denominato Høstsol c’è davvero così tanta benzina da poter mettere a ferro fuoco l’inferno: la parte ritmica è infatti affidata al duo finnico ex Ajattara (a quanto sembra scioltisi, forse definitivamente, nel corso dello scorso anno) ovvero Kalmos, stavolta al basso, e Malakias 6,8 (qui con il suo nome Rainer Tuomikanto) alla batteria. Il lavoro ritmico svolto dai due è più che egregio, si percepisce del resto quell’affiatamento per aver suonato per circa otto anni assieme. Ma i pezzi da novanta in questa line-up arrivano con in primis uno dei cantanti più estremi della scena black metal internazionale, ovvero Niklas Kvarforth (noto soprattutto come cantante degli svedesi Shining) il quale riesce ad offrire una prestazione davvero eccellente; il suo screaming, più ‘regolare’ rispetto al suo solito, sembra sposare a meraviglia il mood e l’impostazione del trademark della band, fondendosi in maniera parimenti armoniosa e disturbante nella musica di queste cinque, lunghe canzoni. Ma, forse, la vera anima di questi Høstsol va ricercata nella persona che suona riff di chitarra ipnotici, glaciali, talvolta brutali, altre volte classici, ma sempre capaci di attirare e coinvolgere l’ascoltatore: stiamo parlando di quel piccolo genio di Cernunnus, capace di dar vita ad un gruppo culto come quello dei Manes, dal demo “Maanens Natt” del 1993 in poi. E se non considerate i Manes una band più unica che rara, allora potete anche abbandonare questa lettura e passare oltre.
Grazie alla presenza di Cernunnus possiamo dire che il ‘tocco’ black metal di matrice norvegese sia anche qui ben rappresentato. Un album violento ma che vuole creare anche determinate atmosfere ha necessariamente bisogno di una buona produzione, ed in questo caso dobbiamo dire che il sound prodotto per questo lavoro è pressoché perfetto e adatto alla proposta musicale torbida del combo Høstsol; non stupisce che dietro ci sia lo zampino di un professionista come Andy LaRocque per la masterizzazione di questo piccolo capolavoro.
La band ha lanciato il primo sasso, sfoderando quello che potrebbe essere considerato al momento come il miglior album black metal di questo inizio 2023: la sfida è lanciata, vedremo chi avrà il coraggio e sarà in grado di raccoglierla. Dal titolo dell’opera alle dichiarazioni della band capiamo che l’album è un inno alla morte, ma ci sono anche altre avvisaglie in tal senso. L’introduzione nei primi minuti dell’opener “As Seven Through The Eyes Of The Prophet” è funerea, sembra quasi il preludio per farci entrare in una dimensione mortifera, e la sensazione dopo qualche minuto è proprio quella. Gli Høstsol suonano un black metal che è figlio degli anni ‘90, appartiene idealmente a quel periodo, ma c’è anche molto di più se si ascoltano bene i brani di questo full-length: ci sono momenti ipnotici in cui si viene cullati da una nenia lugubre fatta solo da un riff di chitarra, oppure ci sono ampi spazi in cui è presente solo un’atmosfera asettica e glaciale che fa pensare alla morte come oblio, un nulla incolmabile nero e vuoto. Se si vuole scavare, in questi cinque brani si troverà un qualcosa, un rapido accenno, una sensazione, di quanto già creato da questi artisti in passato nelle loro rispettive band. Brevi arpeggi dal tocco arcaico in stile Ajattara, passaggi oscuri ed ossessivamente lenti che riportano in mente persino i Barathrum. A tutto questo va aggiunto un tocco malsano e fetido proveniente dagli Shining, condito da quella leggera vena di follia che non guasta mai. Infine, come non avere la suggestione di sentire qualche punto in contatto con i Manes dove basta un semplice ed isolato riff a tenere in piedi l’intero palco? Bello e sorprendente il cenno apocalittico e maestoso che fa capolino nella prima parte dell’album, quella migliore. Ritornando alla produzione particolarmente adatta ad esaltare il sound della band, si ascolti il basso metallico capace di pulsare come un cuore artificiale e dettare i tempi di una canzone in costante crescendo come “Länge Leve Den Ansiktslöse Mördaren”. C’è più di quello che può sembrare, nel debutto su lunga distanza di questo progetto dai grandi nomi, ma anche dalle grandi idee. Qui si viaggia con la mente e con lo spirito verso la desolazione eterna, compiacendosi nel farlo.

TRACKLIST

  1. As Seven Through The Eyes Of The Prophet
  2. Det Som En Gång Var (Det Kommer Aldrig Igea)
  3. Länge Leve Den Ansiktslöse Mördaren
  4. Din Skördetid Är Nu Kommen
  5. Parallellt Dubbelliv
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