HOUSE OF ATREUS – Orations

Pubblicato il 06/02/2024 da
voto
7.0
  • Band: HOUSE OF ATREUS
  • Durata: 00:32:31
  • Disponibile dal: 02/02/2024
  • Etichetta:
  • Iron Bonehead Prod.

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Tornano, a distanza di sei anni dalla loro precedente uscita (il buon, sulfureo “From The Madness Of Ixion”) gli House of Atreus, e lo fanno con un EP che è, di nuovo, una scudisciata sulla carne viva, nerissima e turbolenta.
“Orations” sintetizza ancora una volta le due linfe che scorrono nella spina dorsale della formazione di Minneapolis: una, scura come gli orrori del Tartaro, che muove dalla scuola black metal ellenica dei primordi, e l’altra saldamente ancorata al calderone ribollente di heavy metal ruspante e di stampo deliziosamente classico, con un pizzico di death metal nel gusto ritmico e nella voce abrasiva di Anxietous Nero a condire il tutto.
Nei trentadue minuti dell’EP la parte maggiormente heavy metal si fa ancora più evidente rispetto al passato, con un amore particolare per i Running Wild, testimoniato dalla bella cover di “Riders Of The Storm” (apertura dell’immortale “Death Or Glory”), ancora più forsennata e martellante dell’originale, e più in generale per un certo gusto, soprattutto in alcuni passaggi del lavoro di chitarre e nella scrittura di alcuni fraseggi, cadenzati, feroci e talvolta striduli (ascoltare ad esempio “Under An Accursed Dynasty”), capace di rimandare, come nell’attacco di “Cathedral Of Ancestry” nelle intenzioni all’operato di Rolf Kaspareck e soci – nel loro periodo aureo, ovviamente.
Il confine tra ‘amore’ e ‘scopiazzamento’ in musica è molto labile, ma in questo caso si rimane ancora sul limite , per fortuna, tra i due sentimenti: “Thy Wounded Sovereignty” è un buon esempio del modo in cui, con un po’ più di sforzo, la personalità del quintetto venga fuori, pur rimanendo sempre ben ancorato per tematiche e sentore generale alla tragicità dell’epos antico.
Gli House of Atreus ci mettono in più un po’ di cattiveria idrofoba e ignoranza, che in questo genere non fa mai male, e confezionano un’uscita non male, sempre sotto l’egida Iron Bonehead: una breve boccata d’aria (miasmatica, s’intende) per chi non può fare a meno di un po’ di sane, vecchie, classiche manate in faccia dai fabbri ferrai dell’inferno.

TRACKLIST

  1. Orations / Reascension of Mastery
  2. Thy Wounded Sovereignty
  3. Under an Accursed Dynasty
  4. Morphos of Degeneration
  5. Cathedral of Ancestry
  6. Riding the Storm (Running Wild cover)
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