HOUSEBREAKING – Against All Odds

Pubblicato il 10/11/2015 da
voto
7.5
  • Band: HOUSEBREAKING
  • Durata: 00:40:21
  • Disponibile dal: 16/10/2015
  • Etichetta: Bakerteam Records
  • Distributore: Audioglobe

Davvero un disco che non ci aspettavamo questo “Against All Odds” dei frosinati Housebreaking. Autori qualche anno fa di un debutto, “Out Of Your Brain”, abbastanza acclamato dalla critica ma a noi personalmente passato abbastanza in maniera anonima, si riscattano alla stragrande con un nuovo album incentrato su coordinate decisamente diverse, molto più oscure e incazzate. Questo secondo capitolo, infatti, colpisce veramente duro, e non tanto per la pesantezza della musica in sè o per la velocità dei pezzi, quanto proprio per l’atteggiamento assolutamente incompromissorio della band tutta. E chiaramente death metal quello che salta subito fuori da questi solchi, ma non un death feroce come quello dei Suffocation, né quello tecnico dei Necrofagist e nemmeno quello melodico della scena di Gotheborg. E’ piuttosto un death con frequenti venature thrash, con però un approccio moderno mutuato dal hardcore e dal nu metal e sprazzi di melodia che fanno molto alternative, con particolare accento sugli Slipknot. Li avete inquadrati? Difficile, davvero difficile senza ascoltarli. Diciamo che anche se l’80% delle vocals sono in growl e le maggior parte delle ritmiche è principalmente incentrata su chitarroni matrice death/thrash il resto degli elementi pesca un po’ dappertutto, soprattutto per quanto riguarda inserti vocali inattesi (“Little Boy” è solamente parlata, non cantata) o per saltuarie variazione nello strumming delle chitarre, come l’eccezionale passaggio dal sound quasi blackened che ascoltiamo sulla plubea “Misanthropique”. Ma la cosa che più convince, a nostro parere, è però la sincera rabbia e disagio presenti dietro e ‘dentro’ la proposta. Da quel punto di vista, non si scherza per nulla. Gli Housebreaking non li pieghi né li spezzi; vanno avanti con la loro strada, si mettono contro tutto e tutti, non hanno problemi nello sputare sulla follia della guerra (“Blood Red”) e nel dire quello che non va in questo schifo di mondo (“ThISISHell”). La loro aggressività è sfacciata e gridata in faccia all’ascoltatore, non costruita a tavolino e nascosta dietro muri di chitarroni ribassati o batterie in pseudo blast-beat. Il passaggio in lingua italiana centrale di “Stay Away” (‘Ce l’hai con me? Quello stronzo ce l’ha proprio con me, coglione!’) la dice lunga sull’approccio che cerchiamo di descrivervi: è l’aggressività disagiata e senza sfogo del ragazzotto da strada, quello cresciuto in ambienti duri e che sa che deve gridare più degli altri per il rispetto. E così, tra urla dal ghetto, sinistri racconti sulla bomba atomica, tirate contro l’impianto sociale e appunto tanta, tanta, rabbia prende forma un disco che se non in tutti i passaggi magari ci è piaciuto di sicuro con ogni canzone ha saputo colpirci e lasciarci un segno. Musica che si ricorda, nel bene o nel male, e che colpisce quando l’ascolti, non importa se con sensazioni positive o negative. Gli Housebreaking hanno composto un disco che si fa notare e che non passa inosservato, e questo è un grande complimento che gli muoviamo.

TRACKLIST

  1. Blood Red
  2. Stolen Life
  3. Misanthropique
  4. Little Boy
  5. Out Of Time
  6. Against All Odds
  7. Rise And Fall
  8. Stay Away
  9. thISIShell
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