HOWLING GIANT – Glass Future

Pubblicato il 24/10/2023 da
voto
8.0
  • Band: HOWLING GIANT
  • Durata: 00:41:05
  • Disponibile dal: 27/10/2023
  • Etichetta:
  • Magnetic Eye Records

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Gli Howling Giant vengono da Nashville, la cosiddetta Music City, sede di molte case discografiche e di altrettanti gruppi, country e non solo. Non è perciò una sorpresa che un trio di musicisti di indubbia qualità abbia trovato l’ambiente favorevole per sviluppare le proprie idee nella capitale del Tennessee e che abbia avuto l’ispirazione necessaria per sviluppare un proprio suono peculiare.
Ma partiamo dall’inizio: la formazione americana nasce nel 2014, pubblica tre EP negli anni successivi ed il primo album “The Space Between Worlds” nel 2019. Nel frattempo, ai due membri originali, Tom Polzine (voce e chitarra) e Zach Wheeler (voce e batteria), si aggiunge Sebastian Baltes (voce e basso, nonché figlio dell’ex bassista degli Accept Peter Baltes) e si arriva ai nostri giorni, all’incarnazione attuale della band ed al secondo disco.
Se in passato gli Howling Giant sono stati frettolosamente etichettati come gruppo stoner, “Glass Future” è qua a dimostrare come questa definizione sia estremamente limitativa: i Mastodon sono senza ombra di dubbio tra i riferimenti più evidenti, ma gli americani mettono in mostra un bagaglio musicale che spazia dall’hard rock al metal classico, con momenti di pura psichedelia e tanto prog. Si sente che sono musicisti raffinati, di grande impatto sono soprattutto gli impasti vocali, con armonie estremamente curate ed appannaggio di tutti e tre, oltre che dell’ospite James Sanderson, presente in molti pezzi, mentre l’altro guest Drew David Harakal II si occupa di tutte le tastiere, talmente importanti nell’economia del suono che viene spontaneo chiedersi come sarà sostituito in sede live.
Le atmosfere sono gustosamente anni ’60/’70, e si possono sentire in modo distinto echi di band quali Hawkwind e Cream ma anche, fortemente, i Rush, il tutto suonato con estrema disinvoltura; stupisce in particolare l’abilità di far convivere scelte ricercate con una gagliardia che non viene mai a mancare e se, dal punto di vista della scrittura, il terzetto dimostra di saperci fare, apprezzabile e non scontata è anche la capacità di sintesi, con brani mediamente brevi e privi di inutili orpelli.
Affascinante, inoltre, il tema fantascientifico dai toni apocalittici che ammanta tutto l’album, con campionamenti tratti da film di genere posti in apertura e chiusura.
Andando ad analizzare i singoli brani, “Siren Song” impressiona per il lavoro di chitarre, come se i riff dei Voivod venissero stemperati da sonorità prog orchestrali, ed il risultato non è lontano dagli ultimi Elder, per un brano che dal vivo promette scintille. “First Blood Of Melchor” è una splendida cavalcata in stile primi Mastodon, il brano più heavy dell’album, con l’organo che va a sottolineare riff rocciosi e possenti, come del resto accade in molti altri frangenti, mentre “Juggernaut” è un’esplosione di energia positiva che può ricordare i The Darkness. Su registri completamente differenti si muove “Aluminium Crown”, che suona più oscura e compatta, con un umore mesto e rassegnato che ritroveremo in altri pezzi, come l’ipnotica “Tempest, And The Liar’s Gateway” o la contemplativa “There’s Time Now”, la quale pone fine al viaggio con il suo fascino suadente e tormentato.
“Glass Future” è un album che per semplicità potremmo definire heavy rock, ricco di sfaccettature e di soluzioni che denotano personalità, che scorre senza forzature pur seguendo uno svolgimento tutt’altro che banale, frutto di un processo di crescita con margini per ulteriori sviluppi ma che ha già raggiunto un livello ragguardevole.

TRACKLIST

  1. Hourglass
  2. Siren Song
  3. Aluminium Crown
  4. In A Hurricane
  5. First Blood Of Melchor
  6. Glass Future
  7. Tempest, And The Liar's Gateway
  8. Sunken City
  9. Juggernaut
  10. There's Time Now
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