7.5
- Band: HULDER
- Durata: 00:39:10
- Disponibile dal: 22/01/2021
- Etichetta:
- Iron Bonehead Prod.
Hulder è il solo project black metal della musicista Marz Riesterer, che in poco più di due anni ha dato alle stampe una manciata tra demo, compilation ed EP, sino ad approdare in questi giorni al suo primo full-length. Marz, aka The Inquisitor, belga trapiantata negli Stati Uniti, definisce la propria musica ‘dark medieval black metal’, un concetto che riporta immediatamente agli ‘90 e nello specifico a chi come Satyricon, Godkiller e Summoning (per citare i primi che ci vengono in mente) ha dato per primo un significato a questa definizione, creando lavori che definiscono ancora un certo modo di intendere e fare black metal.
Hulder si rifà proprio agli anni ‘90 a livello musicale (riff, struttura e suoni) oltre che estetico, con una proposta grezza ma molto attenta alle melodie che risulta piuttosto convincente. “Upon Frigid Winds”, traccia posta in apertura e primo singolo anticipatore del disco, dà immediatamente idea della cifra stilistica: un lavoro classicamente black metal, i cui punti di forza sono i riff e le ritmiche catchy, a tratti al limite del black’n’roll (“Creature Of Demonic Majesty”), che si alternano a momenti più solenni e cadenzati – pensiamo a “Sown In Barren Soil” e alla melodica “Purgations Of Bodily Corruptions”, con un incedere da ballata nera che risulta irresistibile già dal primo ascolto.
Hulder utilizza bene sia gli interludi acustici che i passaggi di synth, oltre ad occuparsi sia dello scream che delle partiture di voce pulita, creando un lavoro vario ma coeso, che potremmo sicuramente definire atmosferico, sebbene questo termine sia legato ad una concezione sicuramente più moderna di black metal, che non appartiene all’artista.
Come avrete capito questo “Godslastering: Hymns of a Forlorn Peasantry” non inventa nulla ma riesce comunque a scampare l’etichetta di disco inutile. Non siamo sicuri che sia un lavoro in grado di superare la prova del tempo (e quindi del dimenticatoio) ma ci sembra in ogni caso giusto segnalarvi, tra le tante uscite, un debutto piacevole e genuinamente nostalgico.
