HULDER – Verbolgen

Pubblicato il 04/08/2026 da
voto
7.5
  • Band: HULDER
  • Durata: 00:49:41
  • Disponibile dal: 07/08/2026
  • Etichetta:
  • Season Of Mist

Tra tutte le realtà recenti dedite al recupero di quel black metal scandinavo di stampo sinfonico e medievaleggiante dei primi Satyricon, Emperor, primi Ulver, Obtained Enslavement e Gehenna (giusto per citare quelle più importanti), gli Hulder sono forse quelli che più si avvicinano a livello prettamente formale.
Nati nel 2018 come progetto solista di Marliese Beeuwsaert, di origine belga ma residente nello stato di Washington da qualche anno, gli Hulder diventano presto una vera e propria band con l’entrata di Sam Osborne – futuro marito di Marliese, nipote di Buzz (Melvins) e già con Funebrarum, Undergang e Incantation – subito dopo l’uscita di “Verses In Oath”, disco che li ha lanciati più che mai tra le band più interessanti del genere.

Se da un certo punto di vista si può considerare tale lavoro come un porto sicuro, nel quale le influenze più folk e medievali vengono messe temporaneamente da parte in favore di una musica molto più diretta e violenta, che paga tributo in toto al suono norvegese della seconda metà degli anni Novanta, anche e soprattutto in una produzione che sembrava uscire direttamente dai Grieghallen Studio, questo nuovo “Verbolgen” torna in parte alle origini, recuperando e ampliando la parte più atmosferica e bucolica di quell’album.
Il fatto che si sia mossa persino la Season Of Mist per produrre questo terzo capitolo della discografia della band dimostra quanto di buono fatto fin’ora, non solo in studio ma anche dal vivo, grazie ad un’attività live pressoché costante ed una bravura su palco inattaccabile, raggiungendo quella maturità e un bilanciamento tra aggressività e atmosfera che mancava in precedenza.
Non parliamo minimamente di una rivoluzione nel suono dei nostri – tutto quello che abbiamo apprezzato in passato è sempre presente – quanto più di una capacità di sapere dosare appieno violenza e melodia esattamente quando serve, mantenendo sempre alta l’attenzione e senza cadere in sbadigli durante i quasi sessanta minuti di durata; e, quel che è più importante, riuscire a dare ad ogni brano una propria identità.
Che per fare questo si debba prendere abbondantemente in prestito la lezione degli Emperor di “I Am The Black Wizard” nella traccia che dà il titolo al disco o quella dei Satyricon di “The Shadowthrone” in una “The Crowning” dal finale strepitoso poco importa, se il risultato è coerente e vicino (con le dovute proporzioni) agli originali.
Parecchio apprezzabile, poi, è l’utilizzo più marcato di strumenti classicamente folk come la ghironda (a cura di Keld degli Obsequiae) e flauti che ampliano lo spettro espressivo quando si vira su brani meno aggressivi e più evocativi quali “Thy Binding Oath” o “In Blood And In Earth”, grande esempio di fusione tra grandeur norvegese e intensità bathoriana.
Sebbene possa essere facile cadere nell’errore di bollare “Verbolgen” come un semplice disco derivativo nel suo proporre stilemi e costrutti musicali di uno specifico modo di fare black metal, sia pur in modo estremamente diligente e meticoloso, il succo del discorso è che in pochi attualmente lo sanno fare così bene ed in maniera così convincente.
Questo lavoro non cita, quanto piuttosto incarna e, una volta terminato l’ascolto, non lascia il bisogno impellente di tornare ai classici del genere ma invece, come sempre nel loro caso, riesce a omaggiarli pure a livello di produzione – a cura dei finlandesi Tico Tico Studios e Finnvox Studio, che si occupano, rispettivamente, di mixaggio e mastering e di artwork firmato da Morrigan (Aeternus, Obtained Enslavement).

“Verbolgen” è la prova definitiva dello status degli Hulder come una delle band di punta del black metal attuale in campo classico: un disco di grande intensità, che gioca le sue carte tra aggressività ed emotività, fatto da chi il black metal lo ha studiato a dovere tanto da risultare impossibile da ignorare.
Certo, chiunque cerchi nella musica sperimentazione e ricerca ne stia alla larga, ma chi certi suoni li ha vissuti ai tempi non potrà che apprezzare; metteteci 1996 come data di uscita e probabilmente non vi accorgerete nemmeno della differenza.

TRACKLIST

  1. Drie Raven (Intro)
  2. The Crowning
  3. Thy Binding Oath
  4. Verbolgen
  5. ...And We Shall Sing
  6. In Blood And In Earth
  7. Den Nacht Zijn Lied
  8. View From Nemeton
  9. The Glow Of Dawn
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