HUMAN CARNAGE – Ancient Covenant of Obscenity

Pubblicato il 01/09/2020 da
voto
8.0
  • Band: HUMAN CARNAGE
  • Durata: 00:31:54
  • Disponibile dal: 01/07/2020
  • Etichetta: Base Record Production
  • Distributore:

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Se si pensa all’offerta musicale odierna e al quantitativo di album immesso a ritmi pressoché bulimici sul mercato, è facile giungere alla conclusione che questa seconda prova sulla lunga distanza degli Human Carnage sia destinata all’anonimato, anche all’interno dei circuiti più underground. Il gruppo catalano, esordiente nel 2011 con il grezzo “Unleash the Carnage”, non vanta praticamente nessuna referenza, la Base Record Production è una goccia nel mare di etichette discografiche e alcuni ascoltatori reputeranno la sua proposta fuori tempo massimo se rapportata al recupero di sonorità tradizionali dell’ultimo decennio. Tuttavia, in cuor nostro, ci auguriamo che la musica qui contenuta faccia il cosiddetto miracolo, dal momento che “Ancient Covenant of Obscurity” è davvero un gioiellino in grado di colpire per la sua freschezza e la sua capacità di affiancare coerentemente brutalità, eleganza e suggestioni atmosferiche in chiave horror/gore, secondo un’autorevolezza degna dei piani alti del genere.
Il lasso di tempo trascorso dal suddetto debut album è ragguardevole, ma comunque non rende l’idea di quanto la band del chitarrista Naga S. Maelstrom si sia evoluta e affinata nel corso degli anni, lambendo vette di ingegno impensabili per quel blocco di soluzioni acerbe e monolitiche. Un flusso inarrestabile, a tratti euforico per la maniera in cui si dipana spasmodicamente dalle casse, di death metal figlio del ‘boom’ techno/brutal di qualche lustro fa, lo stesso promulgato da etichette come la Unique Leader, la Willowtip o l’ormai defunta Neurotic, in cui una padronanza strumentale da infarto è messa al servizio di composizioni dinamicissime, ultrafluide e – udite, udite – orecchiabili. A tal proposito, basterebbero i sei minuti dell’opener/titletrack per contestualizzare il suono dei Nostri (da un lato) e gridare a mo’ di ossessi (dall’altro), sentendo l’improvvisa esigenza di rispolverare il vecchio catalogo di Spawn of Possession, Psycroptic, Necrophagist o Disavowed: il guitar work è tanto frenetico quanto intelligibile, la sezione ritmica ne accompagna l’andamento con pattern audaci e ficcanti (basti sentire la prova al basso di Carlos Leonardo), mentre l’insieme gode di un taglio catchy che porta puntualmente a ‘canticchiare’ alcuni passaggi, senza che però questa immediatezza sminuisca la ferocia e l’aggressività insite nel songwriting.
Da qui in poi l’ascolto procede in discesa, del tutto incapace di regalare momenti anche solo vagamente standard o sottotono, con le varie “Worthless”, “Dig Disentomb Sanctify” e “Sum” (all’interno della quale compaiono persino dei cori puliti) a siglare quello che non esitiamo a definire l’exploit death metal dell’estate, oltre che una delle massime sorprese del 2020. Difficile pretendere di più se appassionati di estremismi chirurgici che non dimenticano di avere un cuore.

TRACKLIST

  1. Ancient Covenant of Obscenity
  2. Worthless
  3. Dig Disentomb Sanctify
  4. On Your Knees
  5. In Sum
  6. Never Existed
  7. Undisclosed Words of a New Era
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