7.0
- Band: HUMANITY'S LAST BREATH
- Durata: 00:51:29
- Disponibile dal: 12/02/2021
- Etichetta:
- Unique Leader
- Distributore: Audioglobe
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Con il nuovo anno metallico già ormai ben avviato e non avaro di uscite interessanti in molti dei suoi articolati settori, tocca anche agli amanti di sonorità deathcore poter gioire di qualcosa di fresco e gustoso con questo nuovo e secondo lavoro degli svedesi Humanity’s Last Breath. In giro già da una decina di anni, i quattro di Helsinborg mostrano chiaramente una dimensione artistica ben delineata nel loro messaggio oppressivo e nella loro musica mastodontica, senza mostrare mai il fianco a cadute di stile o passaggi incerti che vadano a minare l’aura di minacciosità post-apocalittica che “Välde” ostenta in tutti i suoi aspetti. Al contrario, ci troviamo di fronte ad un esempio di scrittura estremamente consapevole, dosata con misura in un insieme di suggestioni ed influenze che colorano di venature cromatiche diverse il gelido background ribassato e sincopato, tela primaria su cui intessere gli scenari di terrore prearati dalla band. Potremmo facilmente riconoscere infatti il perenne senso di sospensione creato dagli stoppati di chitarra e dai lunghi silenzi tra un colpo di batteria e l’altro, come una sorta di immediato richiamo alla formula deathcore più famosa ed apprezzata, un modo di fare certamente ben noto a cui i Nostri sembrano non sottrarsi in questa occasione, ma riuscendo ad accrescerne la personalità con trovate di varia natura che di volta in volta rendono la trama del discorso più complessa e variegata. Nel corso della tracklist, capita infatti di imbattersi in sontuosi accompagnamenti elettronici, istanze robotiche simil-industrial piuttosto che fugaci linee vocali in pulito che sembrano intervenire con successo esattamente là, in quei punti più facilmente attaccabili come prevedibili e scontati ed alzandone il livello con sapienza ed eleganza. Un altro must del genere risulta poi la produzione del disco, semplicemente esplosiva e curatissima fin nei minimi dettagli, ad opera dello stesso Buster Odeholm, chitarrista della band e produttore molto noto in questo settore grazie al suo lavoro in cabina di regia con act del calibro di Oceano e Born Of Osiris. Questi ragazzi sanno esattamente quello che fanno, andando a ripescare con ardita sfrontatezza dal calderone del loro genere in quelle che sono le caratteristiche più segnanti, per poi cercare di accrescerne il valore con piccoli accorgimenti e trovate di gusto, che rendono in definitiva “Välde” un lavoro certo non vincente in originalità, ma non per questo meno corposo, pesante e credibile. Quando la radice –core si fonde con le derive più estreme del metal, ci sono buone possibilità che ne esca un binomio interessante, e gli Humanity’s Last Breath lo confermano con decisione.
