HUMULUS – The Deep

Pubblicato il 20/03/2020 da
voto
7.0
  • Band: HUMULUS
  • Durata: 00:51:32
  • Disponibile dal: 28/02/2020
  • Etichetta: Kozmik Artifactz
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Settata ormai la barra a dritta e conquistata la giusta visibilità dopo il precedente “Reverently Heading Into Nowhere”, gli Humulus si sono trasformati in vecchi lupi di mare dello stoner venato di psichedelia, e con questo nuovo disco confermano il desiderio di ergersi tra i capitani della flotta italiana di genere. Abbiamo giocato con la metafora marina per omaggiare la bella copertina di “The Deep”, che raffigura un kraken che regge una bottiglia colma di luppolo (ricordiamo che la band produce anche una buona birra omonima…), e tutto sommato la metafora del viaggio attraverso una sterminata distesa d’acqua rende l’idea del contenuto del disco, senza ricorrere sempre all’immagine delle highway senza fine dell’Ovest americano. Con questo nuovo disco gli Humulus non inventano nulla di nuovo, ma quello che sanno fare continuano a proporlo al meglio, fin dall’iniziale “Into The Heart Of The Volcano Sun”, un brano-fiume di quasi un quarto d’ora, che estremizza i lidi su cui ci eravamo lasciati al termine del precedente full-length: è una traccia votata a quell’approccio psichedelico senza tempo che affonda le radici nei Grateful Dead, e insomma volenti o nolenti in California ci si torna. Ciò è evidente anche in “Gone Again” o “Devil’s Peak (We Eventually Eluded Death)”, due brani figli dei Kyuss nei suoni e nel cantato blueseggiante, anche se la voce di Andrea Van Cleef è più roca rispetto a quella di Garcia (John, in questo caso), scanzonati il giusto, perfetti per equilibrare il resto del disco. Abbiamo infatti momenti più spettrali su “Hajra”, con l’incedere di basso iniziale cupo e un certo tribalismo che assume fattezze orientali sul finale, mentre negli ultimi due brani restiamo sempre dalle parti di Los Angeles nell’ispirazione, ma spostandoci in qualche modo verso Laurel Canyon e i suoi figli più famosi; difficile non leggere un certo omaggio ai Doors nei suoni liquidi e lisergici di “Lunar Queen”, che procede trasognata e senza soluzione di continuità nella conclusiva “Sanctuary III – The Deep”. Una canzone trasognata, acustica, fumosa, che regala anche un interessante bridge centrale virato al doom. Un album variegato e coeso insieme, insomma, che in un genere saturo per sonorità e numero di band si lascia ascoltare con piacere.

TRACKLIST

  1. Into The Heart Of The Volcano Sun
  2. Gone Again
  3. Hajra
  4. Devil's Peak (We Eventually Eluded Death)
  5. Lunar Queen
  6. Sanctuary III - The Deep
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