HYADES – The Roots Of Trash

Pubblicato il 10/11/2009 da
voto
7.5
  • Band: HYADES
  • Durata: 00:43:02
  • Disponibile dal: 19/06/2009
  • Etichetta: Mausoleum
  • Distributore: Audioglobe

Con il nuovo “The Roots Of Trash” gli Hyades si confermano com una delle più convincenti band della nuova scena thrash. Il loro sound, fortemente debitore di Exodus, Testament e Anthrax, con questo album viene perfezionato ulteriormente rispetto ai due precedenti “Abuse Your Illusion” e “And The Worst Is Yet To Come”. I riff assassini della coppia Mark Negonda-Lorenzo Testa hanno un gran tiro e fanno facilmente presa sull’ascoltatore, accompagnati da una sezione ritmica devastante che mette in risalto il drumming tecnico e potente di Rodolfo Ridolfi. Ottima anche la prova di Marco Colombo dietro al microfono, abile nello spostarsi da un cantato più basso e aggressivo fino ad uno screaming su note altissime. Tenendo ben presente che non stiamo parlando di nulla di innovativo ma semmai di una rivisitazione in chiave attuale di stilemi propri del thrash classico, non possiamo fare comunque a meno di apprezzare brani diretti, incisivi e affatto banali come “I Belong To No One”, deflagrazione sonora su ritmi sostenuti che segue alla melodica intro un po’ Metallica-style “Long Way Back Home”. “Anti Fashion Megamosh Force”, più massiccia e groovy rispetto alla precedente, porta alla mente i Tankard anche per il contenuto lirico del refrain e suona come una critica e divertente presa in giro a usi e costumi dei “fighetti” tutti moda e grandi firme. Buona anche “The Problem Is You”, anch’essa decisamente polemica verso il sistema e molto efficace nel suo riffing granitico e con un’ispirata prova di Rodolfo alle pelli. La vera bomba arriva però con “The Great Deceit” che accomuna la varietà del thrash d’oltreoceano con la sfrontatezza e l’impatto frontale dei tedeschi Destruction. Un brano da pogo assicurato che colpisce per aggressività e tiro di un guitar work che non sacrifica peraltro nemmeno passaggi più melodici. Il disco prosegue su buoni standard qualitativi con l’ altrettanto adrenalinica “Still In The Trash” e soprattutto la trascinante e riffatissima “Alive But Dead”, Exodus fino all’osso e potenzialmente devastante dal vivo grazie a cambi di tempo, stacchi e ripartenze su ritmi da moshpit. Chiude il disco una non molto esaltante versione thrash di “Come Out And Play” dei The Offspring, a conti fatti il brano meno convincente del disco. Potenti e puliti i suoni curati da Andy Classen e pregevole anche l’artwork, con tanto di copertina ad opera di Ed Repka e raffigurazioni dei membri della band in versione fumettistica. Discorso originalità a parte, non manca proprio nulla agli Hyades per far contenti i numerosi thrasher che leggono queste pagine.

TRACKLIST

  1. Long Way Back Home
  2. Belong To No One
  3. A.F.M.S.
  4. United In The Struggle
  5. The Problem Is You
  6. The Great Deceit
  7. Still In The Trash
  8. Alive But Dead
  9. Worse Than The Silence
  10. The Moshing Reel
  11. Come Out And Play
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