7.0
- Band: HYPERION
- Durata: 00:43:00
- Disponibile dal: 24/04/2020
- Etichetta:
- Fighter Records
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Avevamo già speso belle parole per gli Hyperion all’epoca del loro album di debutto, “Dangerous Days”, pubblicato sul finire del 2017. Ci avevano convinto, questi ragazzi bolognesi, con il loro heavy metal classico figlio degli anni Ottanta, che rendeva giustamente omaggio ad Iron Maiden, Judas Priest e Megadeth, senza però scadere nel citazionismo privo di personalità.
Ci chiedevamo, quindi, come gli Hyperion avrebbero affrontato la prova del secondo album, un passo importante per iniziare a delineare in maniera più netta un percorso che deve necessariamente essere di crescita e maturazione. La band, da questo punto di vista, opta per un lavoro di consolidamento, che trova la sua dimensione nella presa di coscienza di quelli che sono i loro punti di forza e mettendoli al servizio di un sound già maturo e rodato.
Anche questa volta ci troviamo di fronte ad una manciata di canzoni ben scritte, che sanno mettere a frutto la lezione dei maestri, regalando tre quarti d’ora di sano e robusto headbanging. Molto buona la vena melodica del quintetto, che trova la sua perfetta collocazione nel lavoro delle chitarre, che confermiamo essere il principale punto di forza del gruppo: Davide Cotto e Luca Fortini si confermano abili strumentisti, sempre credibili e convincenti tanto nelle ritmiche quanto negli assoli. A completare il quadro un immaginario genuinamente retrò che permette al gruppo di regalarci, nel 2020, canzoni come “Ninja Will Strike” o “Driver Killer”.
“Into The Maelstrom”, dunque, non è un lavoro che alza l’asticella, ma piuttosto conferma le buone impressioni che avevamo avuto la prima volta in sede di recensione. Seguiamo quindi con interesse il percorso di questi ragazzi e vediamo se il proverbiale terzo album riuscirà a far compiere loro il definitivo salto di qualità.
