HYPOCRISY – A Taste Of Extreme Divinity

Pubblicato il 12/11/2009 da
voto
8.5
  • Band: HYPOCRISY
  • Durata: 00:50:05
  • Disponibile dal: 23/10/2009
  • Etichetta: Nuclear Blast
  • Distributore: Warner Bros

Un Assaggio di Estrema Divinità: con questo titolo particolarmente pomposo, almeno per il loro solito, gli Hypocrisy sono tornati fra noi. Finalmente, dopo quattro lunghissimi anni di silenzio – mai era successo nella loro carriera che i dischi superassero i due anni di distanza fra il precedente ed il successivo – Peter Tägtgren si è deciso a lasciar da parte i Pain per rispolverare il suo ferale, primo amore. Fermi al buono ma non esaltante “Virus” del 2005 (il sottoscritto deve fare completa mea culpa per aver sopravvalutato un lavoro che, a distanza di tempo, ha perso molto del suo fascino iniziale), gli Hypocrisy, tornati un terzetto grazie all’abbandono di Andreas Holma ma sempre con Horgh a massacrare le pelli, sfoderano un album parecchio vario, totalmente svuotato da filler e di un’intensità quasi palpabile. Non vogliamo scomodare paragoni esagerati con alcuni lavori ormai storici del gruppo, ma nel 2009 Tägtgren e compari hanno raggiunto una maturità tale da far quadrare ogni possibile cerchio. Saranno stati gli anni di nulla ad aver intriso l’ispirazione di Peter di una fantasia che in passato (quasi) mai era stata tale, se non forse nel caso di “Hypocrisy”, per chi scrive il masterpiece del combo svedese. Grazie alle capacità di Horgh, oggi i ragazzi riescono a suonare a qualsiasi velocità e la terrificante “Taste The Extreme Divinity” ne è la dimostrazione, essendo con pochi dubbi il pezzo più violento e veloce mai scritto dalla formazione. Ma la tecnica del batterista degli Immortal è solo messa al servizio degli Hypocrisy, perché in realtà la parte del leone la fanno le tracce che uniscono in dosi più o meno uguali velocità, potenza, melodia, groove e atmosfera: “Global Domination” e “Tamed Filled With Fear” mettono i brividi, “Alive” – dal vago sapore whoracliano – e la più thrashy “Sky Is Falling Down” sono poco da meno, mentre con “No Tomorrow” e “The Quest” siamo di fronte ai classici mid-tempo psichedelici e sognanti degli Hypocrisy, che piano piano si insinuano subdoli nella mente di chi ascolta; e che dire poi di “Weed Out The Weak”? La strofa di stampo folkish farebbe impallidire tutti gli humppa metallers dell’ultima generazione. E’ ad inizio disco che gli Hypocrisy tentennano un pochetto, perché “Valley Of The Damned” non è efficace nel ruolo di opener come lo era ad esempio “Warpath” in “Virus” ed inoltre perché i seguenti “Hang Him High” e “Solar Empire” se da un lato saranno cantati a squarciagola durante i live, dall’altro paiono essere appunto un po’ troppo da stadio, soprattutto la seconda, fra l’altro dotata di un retrogusto positivo e sorridente che in un brano degli Hypocrisy francamente stona. Comunque sia – a prescindere da quanto possa piacere o meno un gruppo e dalla chiara imparzialità del vostro recensore di fiducia – ci pare proprio che questo “A Taste Of Extreme Divinity” si possa piazzare fra le uscite più divertenti e interessanti dell’anno. Altro che assaggio…questa è una scorpacciata in piena regola!

TRACKLIST

  1. Valley Of The Damned
  2. Hang Him High
  3. Solar Empire
  4. Weed Out The Weak
  5. No Tomorrow
  6. Global Domination
  7. Taste The Extreme Divinity
  8. Alive
  9. The Quest
  10. Tamed ( Filled With Fear )
  11. Sky Is Falling Down
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