I AM I – Event Horizon

Pubblicato il 06/08/2012 da
voto
6.5
  • Band: I AM I
  • Durata: 00:45:59
  • Disponibile dal: 25/05/2012

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E se avesse avuto ragione lui? Stiamo ovviamente parlando di ZP Theart, esule dalla corte di Herman Li e dei Dragonforce, che nel giro di due anni dal suo presunto licenziamento ha raccolto tre nomi pseudo sconosciuti della scena heavy britannica e si ripresenta sulle scene con questi I Am I. Fino ad adesso, anche alla luce del buon ritorno discografico di qualche mese fa di Li e soci con il nuovo singer Hudson, erano i Dragonforce a trovarsi in una posizioni diciamo ‘di forza’, ma con il qui presente “Event Horizon” intravediamo invece una piccola possibilità di riscatto per il riccioluto singer. E questo perché, lo ammettiamo subito, il disco non è malaccio… anzi. Caratterizzato da un metal molto classico, con alcune capatine in territori power e qualche piccola influenza dall’AOR e dalla scena melodica in generale, “Event Horizon” è soprattutto un disco che mette in mostra una versatilità e una gamma di sfumature vocali che a ZP non avremmo proprio attribuito. Svincolato dal pentagramma estremizzato di Li e Totman, Theart finisce infatti per  confermarsi come un buon cantante, rendendo a livello di risultato molto più di quanto avessimo pensato prima di infilare il disco nel lettore (o in questo caso, nella fessura USB, trattandosi del primo caso di album venduto con copertina da CD ma contenente una chiavetta USB invece che il normale supporto ottico). Linee vocali molto più aperte e melodiche, supportate da una musica di più facile consumo, che non cerca di seppellirle sotto l’impatto della mera tecnica, risultano essere infatti strumenti più adatti all’ugola di ZP, il quale stavolta può smettere di cantare strizzato su tonalità acutissime per dedicarsi invece ad un lavoro più organico, sfruttando con i diversi colori che la sua voce mette a disposizione. Il risultato è una maggiore personalizzazione di ciascun brano, e, per una volta, possiamo dire che la voce di Zp non risulta solo un ulteriore strumento appiccicato sulla furiosa struttura ritmica dei Dragonforce, ma, anzi, in “Event Horzion”, si pone a decisa protagonista, padrona di melodie sempre azzeccate e spesso e volentieri anche vincenti. Con questo non vogliamo certo dire che ci troviamo davanti ad un disco epocale o anche solo minimamente originale! La dipendenza a livello melodico dagli Edguy o dal power più zuccheroso è infatti più che evidente, ed anche a livello vocale nell’intera performance di ZP si può intravedere l’ombra di precursori quali Michael Vescera o lo stesso Sammet, ma tutto sommato vogliamo ripetere il concetto che preferiamo di gran lunga questo ZP Theart rispetto allo schiavo del microfono che era negli ultimi più spigolosi album dei Dragonforce pre-split. Già solo ascoltando la dinamica coppia iniziale “This Is My Life” e “Silent Genocide”, passando poi per la costruita ballad “King In Ruins” e per la bella “The Kiss Of Judas”(miglior pezzo dell’album), ci rendiamo conto di quanto questa nuova e più comoda veste doni al riccioluto frontman e gli permetta di destreggiarsi con una sicurezza che non aveva mai dimostrato di avere se non sui palchi (aspetto sotto il quale non era mai stato carente). In “Event Horizon” il giovane singer mostra invece di avere una propria personalità, anche se magari ancora non ben definita, e non fa segreto di apprezzare un genere di musica, maggiormente melodica, che posto proprio non trovava nella produzione dei Dragonforce. La separazione sembrerebbe dunque essere stata una scelta buona per tutti, e questo fatto ci convince a promuovere lo sforzo di produrre un album tutto sommato piacevole, sicuramente fruibile a livello di ascolto e caratterizzato da melodie molto catchy e funzionali. A livello di produzione c’è da segnalare la presenza di Roland Grapow (Masterplan, ex Helloween) dietro la console.  E ora non possiamo che augurarci che il cammino di ZP con questa apparentemente valida band continui a lungo…

TRACKLIST

  1. This Is My Life
  2. Silent Genocide
  3. Stay A While
  4. Cross The Line
  5. In The Air Tonight
  6. King In Ruins
  7. Kiss Of Judas
  8. Dust 2 Dust
  9. Wasted Wonders
  10. Pave The Way
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