6.5
- Band: I KILLED THE PROM QUEEN
- Durata: 00.37.44
- Disponibile dal: 18/02/2014
- Etichetta:
- Epitaph
- Distributore: Self
I Killed The Prom Queen è uno dei nomi più rispettati del metal australiano, noto soprattutto per incarnare il passato di JJ Peters, leader dei party hardcorer Deez Nuts, e Jona Weinhofen, chitarrista esonerato dai Bring Me The Horizon. Abbiamo visto recentemente questi tipi da spiaggia tutti inchiostro, gin tonic e veganesimo al Gods Of Metal 2012, per un’operazione nostalgia che ci riporta all’esplosione del metalcore dei primi 2000. Questo “Beloved” ideologicamente ripercorre le strade di un tempo, ma è bene ricordare che del gruppo originale rimangono solo i chitarristi. Weinhofen, osannato come sex symbol, è sicuramente l’MVP e il volto degli I Killed The Prom Queen versione 2014: compositore, chitarra solista, tastiere e backing vocals portano la sua firma, lasciando ai compagni esclusivamente la sezione ritmica. I breakdown si fondono ai toni melodici in continuazione, in una formula prevedibile che denota un certo gusto, come se gli anni non fossero passati. Buona la prova vocale dell’ex The Red Shore Jamie Hope, convincente soprattutto nelle clean vocals, e soddisfacenti le variazioni portate dagli ospiti Jonathan Vigil (The Ghost Inside) e Björn Strid (Soilwork). Quest’ultimo ci fa notare il filo che unisce questa raccolta al Vecchio Continente: il suono del death melodico di matrice europea è forgiato nei famosi Studio Fredman di Goteborg, mentre il nostro Ettore Rigotti mette lo zampino su tastiere, programming ed arrangiamenti orchestrali. “Beloved” è in sintesi una reincarnazione fedele al proprio passato e un degno ritorno, ma la mancanza di brani memorabili unita a costruzioni e suoni formulati non fanno gridare al capolavoro. Continuità e una lineup stabile avrebbero potuto farne una grande band, ma la realtà purtroppo è diversa.
