IAN GILLAN & THE JAVELINS – Ian Gillan & The Javelins

Pubblicato il 25/08/2018 da
voto
7.5
  • Band: IAN GILLAN
  • Durata: 00:44:12
  • Disponibile dal: 31/08/2018
  • Etichetta: earMusic
  • Distributore: Edel

Quando pensiamo alla musica a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta, ci vengono in mente immagini che hanno qualcosa di spensierato, di puro. Il rock ’n’ roll può sembrarci qualcosa di leggero e divertente, qualcosa che ci fa anche sorridere se comparato alle decine di generi e sottogeneri nati e cresciuti in sessant’anni di storia. Il rock di quegli anni aveva un po’ l’innocenza dell’infanzia, poi è cresciuto, si è contaminato, ha vissuto tutti le tragedie dell’età adulta, partorendo spesso dei mostri capaci di incutere paura e timore, spostando sempre più in alto l’asticella della provocazione e della ribellione. Eppure, ancora oggi, è difficile trovare qualcosa che sia stato più deflagrante della rivoluzione del rock ’n’ roll. La generazione di giovani che venne in contatto con questa nuova esperienza musicale ne rimase completamente folgorata e forse noi, ascoltatori più disillusi ed abituati alle più assurde nefandezze sonore, potremmo fare fatica a comprendere questo fiume di emozioni senza filtro.
Anche il giovane Ian Gillan rimase folgorato sulla via del rock e, come molti ragazzi, agli inizi degli anni Sessanta cominciò ad esibirsi, portando in scena la musica che amava, assieme ad altri musicisti più o meno amatoriali. Nel 1962 il cantante si unì ad una band, i Javelins, e, sebbene l’esperienza non sia durata poi così tanto, questa prima formazione semi-professionale rimase la prima vera band di Gillan. Da lì in poi è storia nota: prima gli Episode Six, assieme a Roger Glover ,e poi l’ingresso nei Deep Purple, che lo porterà alla definitiva consacrazione. Il resto dei componenti dei Javelins, invece, prese strade diverse, vivendo la passione per la musica come un hobby, senza mai trasformarla in una vera e propria professione. Oggi, però, il cantante dei Deep Purple, ormai settantatreenne, ha deciso di riportare in vita la sua vecchia band, per una rimpatriata in cui ci si vuole solo divertire a riprendere quelle canzoni che, tanti anni prima, suonavano senza sosta nei locali londinesi. Una manciata di cover, che rappresentano perfettamente il gusto di Ian Gillan: rock ’n’ roll, rockabilly, rhythm & blues, soul, doo wop e i vecchi bluesmen americani, rappresentati da nomi come Jerry Lee Lewis, Buddy Holly, Chuck Berry, Sam Cooke, Ray Charles, Bo Diddley e via dicendo. Senza sovrastrutture o particolari pretese, questi cinque arzilli vecchietti (coadiuvati al pianoforte da Don Airey) ci regalano una performance divertente, spensierata, che non ha timore di mettere in mostra l’età che avanza e, anzi, trasformandola quasi in un punto di orgoglio.
Impossibile non amare un’uscita di questo genere, che ci riporta a sonorità che abbiamo nel sangue e che ancora oggi attirano legioni di ascoltatori in serate revival tra ciuffi impomatati o caschetti beatlesiani. Ian Gillan ci mette il suo carisma, la sua voce inconfondibile e si muove sornione tra i solchi di canzoni dove, non c’è niente da fare, si sente perfettamente a suo agio. Nelle note promozionali viene posto l’accento sul fatto che questa uscita non voglia essere un’operazione nostalgica, ma su questo ci permettiamo di dissentire: cosa ci sarebbe di male, in fondo, a voler essere un po’ nostalgici a settantatré anni? Ian Gillan la sua rivoluzione l’ha già fatta e l’ha fatta al momento giusto, quando era giovane, affamato e desideroso di spazzare via tutto e tutti. Ci è riuscito. Eccome se ci è riuscito. Adesso lasciamo che si diverta con il suo sorriso beffardo, il suo cappello sbilenco e i suoi occhialetti sulla punta del naso.

TRACKLIST

  1. Do You Love Me
  2. Dream Baby (How Long Must I Dream)
  3. Memphis, Tennessee
  4. Little Egypt (Ying-Yang)
  5. High School Confidential
  6. It’s So Easy!
  7. Save The Last Dance For Me
  8. Rock and Roll Music
  9. Chains
  10. Another Saturday Night
  11. You’re Gonna Ruin Me Baby
  12. Smokestack Lightnin’
  13. Hallelujah I Love Her So
  14. Heartbeat
  15. What I’d Say
  16. Mona (I Need You Baby)
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