IBARAKI – Rashomon

Pubblicato il 03/05/2022 da
voto
7.5
  • Band: IBARAKI
  • Durata: 01:01:57
  • Disponibile dal: 06/05/2022
  • Etichetta:
  • Nuclear Blast

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Chiunque mastichi almeno un po’ di metal conosce ormai Matt Heafy e i suoi Trivium, ma quasi nessuno è al corrente della storia che si cela dietro all’altra sua creatura, gli Ibaraki, pur essendo un progetto di cui si vocifera ormai da diverso tempo. Il musicista statunitense negli anni è stato prodigo di collaborazioni, ma questa è stata tenuta in cantiere per oltre un decennio e se ne può far risalire la nascita al 2012 ed all’annuncio del side project Mrityu, che avrebbe dovuto essere, nelle idee del cantante/chitarrista, una band black metal nello stile della seconda ondata e specificatamente ispirata a Darkthrone ed Emperor. Passano gli anni, Heafy contatta proprio Ihsahn degli Emperor, il quale risponde entusiasta ed inizia a lavorare come produttore, il monicker viene cambiato in Ibaraki, e faticosamente quest’album prende forma, ma una forma completamente differente da quella concepita inizialmente, tanto che la definizione con la quale lo si descrive, ossia ‘l’album black metal del tizio dei Trivium’, risulta essere completamente fuorviante. L’altro aspetto che rende questa manciata di canzoni personali e sentite è l’esplorazione, da parte di Heafy, delle sue origini giapponesi, e proprio il paese del Sol Levante sarà una presenza costante ed ingombrante in tutto il disco: Ibaraki è il nome di un demone che proviene da antiche leggende dell’era feudale e tutti i brani non solo sono ammantati di suoni provenienti dalla tradizione nipponica, ma proprio ispirati a quel folklore e a quelle tradizioni e – parole dello stesso artista che ne è l’artefice – “l’esistenza dell’album può essere vista su due livelli, quello letterale e quello immaginario“, come a confermare che ciascuna delle storie narrate ha un forte valore metaforico. Dal punto di vista musicale, come già detto, il tanto sbandierato black metal c’è ed anche in buona misura, ma “Rashomon” non è di certo un disco propriamente tale: potremmo parlare di un prog metal estremo ed eclettico, dove il black metal è una componente essenziale ma non totalitaria. La scrittura è articolata e stratificata, con un uso massiccio di strumentazione di provenienza orientale, a dare un senso di orchestralità che rende realmente imponente il suono di brani come “Susanoo No Mikoto” (uno dei vertici dell’album, in cui fa comparsa lo stesso Ihsahn) e “Jigoku Dayu”, solo per citare due esempi. Ottimi anche gli atri due brani in cui compaiono gli ospiti: “Amuku”, con Nergal dei Behemoth, è forse il più estremo del lotto e si avvicina proprio allo stile dei polacchi; la lunghissima “Ronin”, che vede alla voce Gerard Way dei Chemical Romance, è decisamente più melodica e mette in mostra uno screaming inaspettato. In generale, è evidente la mano del leader degli Emperor, tanto che spesso si ha l’impressione di avere a che fare con uno dei suoi dischi solisti, se non fosse che l’ispirazione per questo lavoro non viene dai gelidi paesaggi nordici ma dal caldo soffocante ed umido dell’Estremo Oriente.
In fin dei conti, però, “Rashomon” è l’album di Matt Heafy e, che si sia fan o meno di questo artista, il merito di aver portato a termine con esito convincente un esperimento che poteva essere rischioso è sicuramente tutto suo; speriamo di non dover attendere altri dieci anni per un eventuale secondo capitolo.

TRACKLIST

  1. Hakanaki Hitsuzen
  2. Kagutsuchi
  3. Ibaraki-Dōji
  4. Jigoku Dayu
  5. Tamashii No Houkai
  6. Akumu
  7. Komorebi
  8. Ronin
  9. Susanoo No Mikoto
  10. Kaizoku
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