5.5
- Band: ICE WAR
- Durata: 00:30:20
- Disponibile dal: 29/09/2017
- Etichetta:
- Shadow Kingdom Records
- Distributore: Audioglobe
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Grezzo, semplice, diretto, stonato. E’ di nuovo con noi il tuttofare Joe Capitalicide. Archiviata l’esperienza con gli Iron Dogs, il polistrumentista canadese torna in pista con un personalissimo progetto che, a conti fatti, non si discosta molto da quanto prodotto finora. “Ice War”, debutto ufficiale dell’omonima one-man band, non verrà sicuramente tramandato ai posteri come modello di fantasia compositiva, e soprattutto di songwriting. Otto canzoni in cui il nostro Joe, prendendosi a cuore le vicende degli indiani d’America, ci ‘regala’ una serie di riff a dir poco genuini, quasi scanzonati, cuciti su misura per una voce dalle forti tinte punkeggianti, per quello che è a tutti gli effetti un ritorno al passato, sino ai primitivi passi della NWOBHM. Zero sperimentazioni in “Ice War”: una forma primordiale di speed metal, mischiando Exciter, Tank e Motörhead, viene letteralmente sparata nell’orecchio dell’ascoltatore senza ‘se’ e senza ‘ma’; difficile chiedere e pretendere di più. E nemmeno all’ugola dell’artista canadese che, come già dimostrato in passato, non brilla certo per precisione, tanto che in alcuni casi, vedi “I Am The Prisoner”, scivola in stonate al limite della decadenza. Da parte sua l’album, proprio per la sua semplicità realizzativa, risulta più che orecchiabile: riff che si stampano in testa facilmente si accompagnano ad una sezione ritmica da ‘batti-piede’, arricchiti qua e là con saltuarie cavalcate, giusto per dare uno scossone ad un andamento sonoro fin troppo statico. Una praticità strumentale che si ripercuote lungo tutti gli otto brani i quali, a causa di questa loro struttura monotematica, risultano piuttosto simili e decisamente prolissi, su tutti “Slaver’s Whip”, “Reverence Gold” e “We Will Stand”. La volontà di accostarsi ad un full-length di tale portata, può solamente nascere dall’innata passione per la genuinità più vera e rozza, lasciando nell’angolo qualsiasi richiesta di varietà artistica; né più, né meno.
