ICE WAR – Sacred Land

Pubblicato il 12/05/2021 da
voto
6.0
  • Band: ICE WAR
  • Durata: 00:34:30
  • Disponibile dal: 18/05/2021
  • Etichetta:
  • Fighter Records

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Dopo aver impazzato tra le lande sconfinate dello speed/punk con il precedente “Defender, Destroyer”, il nostro Joe ‘Steel’ Capitalicide ha finalmente raggiunto la sacra terra e, senza la benchè minima pausa temporale (nemmeno dieci mesi di inattività), ha nuovamente imbracciato l’intero pacchetto strumentale per regalarci un nuovo capitolo della sua alquanto singolare proposta. Genuina, grezza, minimale, sguaiata e sbandata come la sua stessa ugola: caratteristiche basate e cementate su una semplicità stilistica che, sebbene ad un primo ascolto può sicuramente spaesare, creando più di un imbarazzo, è ormai divenuta un marchio di fabbrica del musicista canadese e della sua creatura firmata Ice War. Schiettezza d’intenti che con il qui presente “Sacred Land” abbandona i riff infuriati dello speed metal, abbracciando invece un target misurato sui generi epic e doom, rielaborando una forma più che sgraziata di Cirith Ungol e Black Sabbath.
Sospinta dalla voce cantilenosa del suo mastermind, è proprio la titletrack a confermare quanto appena scritto, inscatolando un pezzo che annuncia da subito le nuove coordinate sonore messe in atto da Joe ‘Steel’. Tonalità doom che, come da programma Capitalicide, portano con sè una buona dose di confusione, come dimostra la successiva “Crystal Mirror”, a tratti addirittura fastidiosa come la freccia infilzata nel teschio riportato in copertina: brano che viaggia sui binari della follia acustica ma che, per un assurdo motivo, riesce in qualche modo a farsi apprezzare. Rimandi epici dal sapore ‘sabbathico’ emergono a loro modo anche in “Nuclear Gods”, in cui strofe sacerdotali anticipano un refrain tribale ed oscuro. Soluzioni tenebrose e desolanti che trovano tuttavia un maggiore slancio d’epico ottimismo in “So Far Away” e “Blood And Flames” prima di tornare nuovamente al decadente smarrimento di fondo (“Black Horse” e “Slay The Beast”). Pur mantenendo il suo status assolutamente libero e indipendente, preferiamo la versione più spericolata degli Ice War, in attesa, ne siamo certi, dell’imminente prossimo album.

TRACKLIST

  1. Sacred Land
  2. Crystal Mirror
  3. Nuclear Gods
  4. So Far Away
  5. Black Horse
  6. Blood And Flames
  7. Slay The Beast
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