ICED EARTH – Plagues Of Babylon

Pubblicato il 07/01/2014 da
voto
8.0
  • Band: ICED EARTH
  • Durata: 01:02:03
  • Disponibile dal: 06/01/2014
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: EMI

Dischi come questo “Plagues Of Babylon” sono un vero sospiro di sollievo per il metallaro classico, quello che, come chi scrive, si è avvicinato al metal attorno agli Anni ’90, e da allora, pur provando altri generi, non ha mai veramente smesso di amare quelle sonorità con le quali si è avvicinato a questa bellissima musica. E’ musica da veterani però, almeno in questo caso. Sonorità che se sentiamo riprodotte ora dalla maggior parte dei gruppetti che scimmiottano le band storiche, non manchiamo di bollare con strette sufficienze e frasi di circostanza. Ma quando a riproporci queste sonorità sono quelle stesse band che già più di venti anni fa picchiavano violentemente con i piedi per terra, scavando quelle impronte sui cui poi appunto cammineranno un numero infinito di altre band, allora le cose cambiano. E gli Iced Earth entrano di diritto nel novero delle band che, nel bene o nel male, della scena metal ne hanno vissuta una larga fetta, arrivando in anni a definire un sound preciso, riconoscibile, che si può usare come metro di paragone. Ebbene, “Plagues Of Babylon”, a due lavori di distanza dal sofferto abbandono di Matt Barlow, è un vero manifesto del ‘Iced Earth Sound’. Un album che riabbraccia le sonorità di “The Dark Saga”, ha l’appeal melodico di “Horror Show”, il concept di “Something Wicked This Way Comes” e il suono ultra pompato del recente “Dystopia”. Tutto marca Iced Earth, al 100%. Ma con Stu Block alla voce, quello stesso giovane cantante che arrivava da una band appoggiata su di un genere molto più estremo, ma che scopriamo ora essere in grado di sfruttare anche altri più vari registri, in grado di convincere tutti. Ma, prima di tutti gli ascoltatori, Stu è stato in grado di convincere il leader e compositore Schaffer, il quale stavolta gli affida apparentemente senza remore la forza dell’intero album, la quale risiede proprio in linee vocali ben costruite, e sempre vincenti. Ad introdurci all’album è proprio la title track, lungo pezzo epico che ci rimanda alle atmosfere della bella “Damien” presente su “Horror Show”: un classico dopo pochi ascolti! La successiva “Democide” ci presenta il lato thrashy della band, con un Block più rabbioso e la coppia d’asce Schaffer/Seele sugli scudi. Ritmi alti, che non si sentivano da tempo, e che non calano con la successiva “The Culling”, ancora una volta guidata da un cantato particolarmente arcigno. “Among The Living Dead” ci presenta il vecchio amico Hansi Kursch (Blind Guardian) al microfono, in duetto con un Block quanto mai ancorato su tonalità alla Barlow. Ma gli Iced Earth sono forti anche nelle ballad, ci ricordiamo, e “If I Could See You” e “Spirit Of The Times” ce lo confermano, con soluzioni ritmiche sempre semplici e quadrate, ma che si sposano alla meraviglia con buone melodia vocali… la band di “Melancholy” e “Watching Over Me” è quanto mai presente in queste tracce! Siamo solo a metà album, ma ci sono ancora almeno tre pezzi da novanta da scoprire: la bellissima “Chtulhu”, che si guadagna la palma di nostro pezzo preferito del lavoro, la diversificata “Peacemaker”, che mostra un lato ancora molto creativo della band, e infine la cover di “Highwayman”, ancora ben interpretata da Block. Insomma… un grande album, proprio quello che segretamente volevamo dagli Iced Earth, ma in cui quasi non osavamo sperare. Del tutto convincente, “Plagues Of Babylon” ci mostra un sincero riassunto di cosa sono stati fino ad ora gli Iced Earth, ma con un leggero influsso più cupo, più dark, come testimoniato dalla violenta copertina, ad arricchirci il piatto di nuovi sapori. Bentornati.

TRACKLIST

  1. Plagues of Babylon
  2. Democide
  3. The Culling
  4. Among the Living Dead
  5. Resistance
  6. The End?
  7. If I Could See You
  8. Cthulhu
  9. Peacemaker
  10. Parasite
  11. Spirit of the Times
  12. Highwayman
  13. Outro
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