ICED EARTH – The Crucible Of Man ( Something Wicked, Part 2 )

Pubblicato il 13/09/2008 da
voto
5.5
  • Band: ICED EARTH
  • Durata: 00:59:15
  • Disponibile dal: 08/09/2008
  • Etichetta: SPV Records
  • Distributore: Audioglobe
A  un anno da “Framing Armageddon (Something Wicked Part 1)” gli Iced Earth di Jon Schaffer ritornano con la seconda parte di un lavoro il cui concept fantascientifico ha le sue radici in “Something Wicked This Way Comes”, il loro grande album del 1998. La cosa che però focalizza più di ogni altra l’attenzione su “The Crucible Of Man (Something Wicked, Part 2)” è il ritorno di Matt Barlow dietro al microfono al posto di Tim “Ripper” Owens. La maggioranza dei fan del gruppo aspettavano questo rientro, non per demeriti di Ripper, che resta uno dei migliori cantanti classic in circolazione, ma per la particolarità della voce di Matt, elemento che negli anni ha contribuito notevolmente alla crescita degli Iced Earth. Negli ultimi dischi inoltre Jon Schaffer aveva spostato il suo songwriting da uno stile più incline al thrash ad un classic metal meno riffato e più melodico. Cosa aspettarsi dunque da questo lavoro se non un ritorno in grande stile? Purtroppo il quintetto ci consegna invece un album con luci e ombre e che non può certo rivaleggiare con i grandi lavori degli anni novanta. Il motivo di questo giudizio è senza dubbio l’appiattimento del sound su mid tempo che, sebbene portino la mano thrashy di Jon, non evolvono quasi mai in ritornelli convincenti e finiscono per stancare sin da metà disco. Già l’opener “Behold The Wicked Child”, seppur si basi su un buon riffing e contenga anche parti orchestrali, non colpisce come dovrebbe proprio a causa di un refrain abbastanza debole. “Minions Of The Watch” è il primo vero mid tempo che troviamo, un brano poco incisivo e per di più troncato a due minuti per dare spazio a “The Revealing”, spezzone di altri due minuti abbastanza anonimo, dove le ritmiche si fanno serrate e Matt sfodera tutte le sue abilità su linee più aggressive e alte. Segue il lento “A Gift Or A Curse”, dove delle belle melodie di chitarra e basso accompagnano l’ottima performance del vocalist. “Crown Of The Fallen” e la successiva “The Dimension Gauntlet” sono due brevi canzoni da tre minuti ciascuna, rilassata e abbastanza noiosa la prima, più veloce e riffata la seconda. Il singolo “I Walk Alone” è già noto, un pezzo discreto, sempre su ritmi medi ma con un chorus più convincente rispetto ad altri episodi. La lenta e corale “Harbringer Of Hate” e la più massiccia e marziale “Crucify The King”, proseguono anch’esse su tempi medi così come “Something Wicked (Part 3) “. A questo punto è inevitabile constatare l’eccessiva presenza di mid tempo poveri di mordente di cui parlavamo ad inizio recensione e, se l’intento del gruppo era quello di puntare su composizioni più epiche e atmosferiche, spiace affermare che il risultato non è dei migliori. Per fortuna il finale ci riserva un paio di sorprese con “Divide And Devour”, brano tirato dal chorus diretto, molto in linea con i Demons & Wizards e l’ottima “Come What May”, pezzo lungo, melodico e con delle linee vocali ispirate. Questo non basta per salvare “The Crucible Of Man” ed è quantomeno lecito aspettarsi di più da una band che ha saputo scrivere grandi capitoli del power-thrash americano. Speriamo di goderceli presto dal vivo, lì sì che non sbagliano mai un colpo.  

TRACKLIST

  1. In Sacred Flames
  2. Behold The Wicked Child
  3. Minions Of The Watch
  4. The Revealing
  5. A Gift Or A Curse
  6. Crown Of The Fallen
  7. The Dimension Gauntlet
  8. I Walk Alone
  9. Harbringer Of Fate
  10. Crucify The King
  11. Sacrifical Kingdoms
  12. Something Wicked (Part 3)
  13. Divide And Devour
  14. Come What May
  15. Epilogue
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