ICED EARTH – Tribute To The Gods

Pubblicato il 18/11/2002 da
voto
6
  • Band: ICED EARTH
  • Durata:
  • Disponibile dal: //2002
  • Etichetta: Century Media Records
  • Distributore: Self

Dopo un ultimo studio album generosamente apprezzato da critica e fan, gli Iced Earth di Jon Schaffer hanno pensato bene di celebrare nuovamente il proprio nome con un tributo alle origini, un estemporaneo back-to-the-roots che paga pegno alle ispirazioni ed alle glorie di ieri che hanno contribuito a creare le solide fondamenta del movimento Heavy Metal degli anni Ottanta. Stiamo parlando quindi degli ovvi Black Sabbath, AC/DC, Blue Oyster Cult, Judas Priest, Iron Maiden, senza tralasciare nomi da cui è davvero impossibile prescindere per un rocker a stelle e strisce come KISS e Alice Cooper. Un’operazione commerciale tutt’altro che nuova nell’ambiente metal, quella di compilare un album di sole cover (basti pensare a Metallica, Slayer, Helloween, o anche Guns N’ Roses, Atrocity…) e che, nonostante riesca di solito a catturare l’attenzione del pubblico (più per un’irrefrenabile curiosità di riascoltare dei classici rimaneggiati dalle loro band preferite che per altro), solo di rado rispetta le effettive attese, vuoi perché gli artisti in questione utilizzano il famigerato ‘cover album’ per ‘colmare’ uno spazio altrimenti vuoto nella propria discografia (e, diciamolo, per prendersi del tempo prima di tornare nuovamente sul mercato con un album di inediti); vuoi perché il progetto viene curato essenzialmente in un’ottica commerciale diretta quindi agli usuali acquirenti del nome della band (e quindi non c’è la necessità solita di allargare il bacino d’utenza con campagne pubblicitarie, iniziative promozionali e via dicendo…), che in genere costituiscono una sicurezza per qualsiasi nuova uscita; vuoi, infine, perché questo tipo di album arriva solitamente dopo un’altra serie di autocelebrazioni (live album, ristampe dei primi dischi, ed altre chincagliere di prim’ordine) che hanno già riempito a sufficienza le tasche della label di turno, e svuotate quelle dei fan. Rincresce dirlo, ma neanche “Tribute To The Gods” sfugge a queste considerazioni, ed anzi lascia sempre più intendere come Century Media stia facendo di tutto per sfruttare la notorietà acquisita dalla band americana negli ultimi anni, in particolar modo in seguito alla release del tanto acclamato “Something Wicked This Way Comes”, continuando a spillare fino all’ultimo la botte di Schaffer e soci con tripli live album, cofanetti, ristampe, ed ora quest’ennesimo ninnolo tanto ben confezionato quanto superfluo. “Tribute To The Gods” contiene undici brani selezionati dai rispettivi songbook di sette tra le formazioni più famose degli ultimi trent’anni in ambito hard n’heavy, senza nemmeno curarsi di fornire un’interpretazione personale o quanto meno riconducibile alla formula stilistica del nome Iced Earth, nemmeno in episodi assai logori di ‘riletture’ (sarebbe meglio dire storpiature) come “Highway To Hell”, “Black Sabbath”, “Hallowed Be Thy Name”, “The Number Of The Beast”, “God Of Thunder”. Discutibile – incredibile a dirsi – anche la prova dei quattro musicisti che accompagnano l’inconfondibile voce di Matthew Barlow (come al solito artefice di una prestazione più che valida), che talvolta appare raffazzonata se non addirittura improvvisata in quattro e quattr’otto (fate caso all’attacco fuori tempo in “Screaming For Vengeance”) e che, quando cerca di mettere un minimo di farina del proprio sacco, fallisce miseramente (come succede nel finale di “Black Sabbath” e “Hallowed Be Thy Name”). Dall’inutile polpettone di anthem e classici che qualunque metalhead che si rispetti dovrebbe conoscere, le uniche cose realmente salvabili sono “God Of Thunder” (con le lead vocals dello stesso Jon Schaffer), i due brani dei Blue Oyster Cult e “Screaming For Vengeance” degli immortali Judas Priest, ai quali gli Iced Earth avevano già mostrato tutto il loro amore prendendo parte allo storico tributo “Legends Of Metal” con una deliziosa versione di “The Ripper”; culinarie, ma tutt’altro che indispensabili, le versioni dei due classici degli AC/DC, “Creatures Of The Night” dei KISS e la splendida “Dead Babies” di un allora giovanissimo Alice Cooper. Un lavoro quindi rivolto prettamente allo zoccolo duro della band statunitense, e che mi permetto di sconsigliare senza alcuna riserva a chiunque non rientri nella ristretta cerchia dei super-super-super aficionados della band. Per gli altri curiosoni, download selvaggio.

TRACKLIST

  1. Creatures Of The Night
  2. The Number Of The Beast
  3. Highway To Hell
  4. Burnin'For You
  5. God Of Thunder
  6. Screaming For Vengeance
  7. Dead Babies
  8. Cities On Flame
  9. It's A Long Way To The Top
  10. Black Sabbath
  11. Hallowed Be Thy Name
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