IGNOBLETH – Manor Of Primitive Anticreation

Pubblicato il 21/04/2026 da
voto
7.5
  • Band: IGNOBLETH
  • Durata: 00:44:19
  • Disponibile dal: 17/04/2026
  • Etichetta:
  • Caligari Records

Ricordiamo bene “Voidspawn Sacrifice”, EP di debutto degli Ignobleth, band di giovanissimi cultori del metal estremo che si cimentavano in un tributo piuttosto eterogeneo delle influenze thrash, black e death metal che ne animavano le gesta, mettendo già in luce delle capacità di scrittura decisamente interessanti.
In seguito ad un importante avvicendamento alla batteria, i ragazzi emiliani sembrano essersi rimboccati le maniche per dare vita, senza perdere troppo tempo, ad un primo album successore della precedente uscita introduttiva.

Nonostante un lasso di tempo relativamente breve, gli Ignobleth di oggi sembrano infatti maturati tantissimo, andando in primis a definire in maniera netta il proprio genere di appartenenza.
Se diverse erano infatti in partenza le fonti da cui ispirarsi, sembra che oggi la scelta si sia indirizzata con decisione verso il death metal, tanto nello stile quanto nella proposizione di un sound massiccio e ricco di basse frequenze, non in linea certo con i suoni abrasivi del black metal.
Non un death metal compatto e pulito, naturalmente, quanto piuttosto uno sudicio, informe e caotico, dominato da un’attitudine war metal che affiora spesso soprattutto nell’intransigenza di certi passaggi e nello stile vocale animalesco, posseduto dal growl di poca tecnica ma di tanta, tantissima sostanza di Bloodlord Ixiataaga.

“Manor Of Primitive Anticreation” ha un compito ben chiaro, descrivere cioè con quanta più somiglianza possibile una discesa infernale verso abissi immondi, dominati da creature aberranti, culti proibiti e strutture assurde che introducano al grande Caos primitivo.
Per fare questo, ci si serve in “Obelisk Of Deformity” e “Warped Abyssal Architectures” di riff micidiali e strutture vorticose, generanti una furia primordiale di assoluta devastazione. “Forked Tongue” aumenta la violenza secondo un’escalation estatica che sembra travolgere in parte persino i suoi stessi esecutori, prima di un brano interlocutorio come “And The Lunar Matter Shatters” dove inizia ad emergere una vena più ‘blackened’, la quale poi esplode definitivamente nella seconda parte della scaletta.
I due episodi in cui si divide “Proselyte Pig”, infatti, spezzano abbastanza inaspettatamente il ritmo convulso dell’album, aprendosi ad arpeggi e soluzioni atmosferiche più lente, fino al death/doom mortifero che ne apre la seconda parte, comunque scandagliata poi da accelerazioni nefaste.
Chiude il lavoro “Among the Seventy-Two Embalmed Ekpyroptic”, il brano più lungo del lavoro, dove si arriva ad evocare un certo grado melodico, per quanto deviato e disturbante, e che presenta gli ultimi brucianti assalti degli Ignobleth prima dell’oblio generale.

Al netto di un leggero calo di ispirazione e di tensione nelle canzoni finali dell’album, quello che ci rimane tra le mani è un lavoro dalla grandiosità manifesta, persino sconvolgente se si considera l’ancora giovane età di due terzi del gruppo: piace il loro approccio oscuro e deciso agli strumenti, così come l’introduzione di elementi dark ambient che contestualizzino le canzoni e rendano fluido il loro susseguirsi, mostrando buona cura nei dettagli.
Assodata la partecipazione degli Ignobleth all’occulta congrega di gente come Teitanblood, Antediluvian ed Archgoat, pregustiamo cosa possa succedere se il gruppo italiano osasse approfondire sentieri più personali, rimanendo nel frattempo irrimediabilmente intrappolati negli incubi sonori del loro agghiacciante ed oscuro “Manor Of Primitive Anticreation”.

 

TRACKLIST

  1. Cults of the Undead and Profane Necrolatry
  2. Obelisk Of Deformity
  3. Warped Abyssal Architectures
  4. Spores
  5. Forked Tongues
  6. And The Lunar Mass Shatters
  7. Interlude: Lecherous Sex Magick
  8. Proselyte Pig I
  9. Proselyte Pig II
  10. Manor Of Primitive Anticreation
  11. Among the Seventy-Two Embalmed Ekpyroptic
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