IHSAHN – Telemark

Pubblicato il 09/02/2020 da
voto
7.0
  • Band: IHSAHN
  • Durata: 00:24:44
  • Disponibile dal: 14/02/2020
  • Etichetta: Candlelight
  • Distributore: Universal

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Un lungo giro fra le orbite del metal progressivo in innumerevoli formati ha portato Ihsahn, a un certo punto, ad avere nostalgia di casa. Casa intesa come concetto, luogo del cuore, perché fisicamente, dal suo natio Telemark, Ihsahn non si è mai staccato. Allora, in onore alle sue radici e a quel territorio a cui si sente così strettamente legato, ecco che il seguito di “Àmr” è un’accoppiata di EP dedicata appunto a quella zona della Norvegia dove è nato, cresciuto e vive tutt’ora con la famiglia. Il primo dei due lavori, nelle intenzioni, si focalizza su un parziale ritorno a sonorità crude e ferine di stampo black metal, mentre il secondo dovrebbe andare incontro agli appetiti di chi al polistrumentista nordico chiede soprattutto sperimentazioni e raffinatezze. Di fatto, in questo “Telemark” le distanze dall’ultimo album vengono prese fino a un certo punto, non si segnala in fondo un vero tradimento delle sonorità recenti. “Àmr” aveva già di suo, per caratteristica preminente, il recupero dell’urgenza black metal e di una brutalità rivenuta a galla, probabilmente, per i sempre più frequenti concerti tenuti con gli Emperor. Accanto a questo inasprimento, si percepiva comunque il gusto per pennellate di progressive elegante e impeccabilmente settantiano, da amalgamarsi con idee di chitarra solista direttamente debitrici della tradizione classic metal. Ed è ciò che puntualmente si rintraccia anche nelle tre nuove composizioni firmate Ihsahn, mentre la porzione finale della tracklist è appannaggio delle cover di “Rock And Roll Is Dead” di Lenny Kravitz e “Wrathchild” degli Iron Maiden.
Cantate in norvegese, “Stridig”, “Nord” e la titletrack mediano da un lato attacchi serrati, screaming gutturali, accelerazioni brucianti, dall’altro illanguidimenti, sonnacchiosi interventi di sax, tastiere altisonanti, melodie cristalline perfettamente levigate. Le incursioni ‘cinematografiche’ delle tastiere meritano di essere sottolineate, stemperano i momenti più focosi e interrompono il flusso di violenza, a favore di ambientazioni soffuse che rimandano a quel clima intellettualoide da jazz club d’avanguardia, cui il singer degli Emperor pare non voler mai derogare. Materiale quindi adatto agli estimatori dell’Ihsahn solista, nulla che riporti prepotentemente al black metal sinfonico che ne ha segnato l’ascesa, nonostante sia palpabile una veemenza e una verve iraconda che, per dire, all’epoca di “Arktis.” (e si parla del 2016) affiorava solo qua e là. Qualitativamente, si tratta di brani di ottima caratura, che sarebbero potuti stare benissimo nella normale tracklist degli album passati. Per quanto riguarda le cover, parliamo di materiale gradevole ma non esattamente imperdibile. Ihshan le affronta cercando di mantenere ogni dettaglio al suo posto, soltanto il cantato e la produzione danno un’impronta stilistica chiara, per il resto le modifiche sono ridotte all’osso, per conservare lo spirito originario di entrambi i pezzi. L’elemento migliore, ironicamente, è proprio quello più leggero e easy listening, ovvero i cori, un pulito da musical che sia per “Rock And Roll Is Dead”, sia per “Wrathchild”, dà un tocco stravagante assai gradito. “Telemark” è quindi un EP di sostanza, non un’uscita messa sul mercato tanto per tenere caldo il nome dell’artista in questione: i fan storici non hanno da temere.

 

TRACKLIST

  1. Stridig
  2. Nord
  3. Telemark
  4. Rock And Roll Is Dead
  5. Wrathchild
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