IL VUOTO – Vastness

Pubblicato il 19/02/2019 da
voto
8.0
  • Band: IL VUOTO
  • Durata: 00:58:41
  • Disponibile dal: 12/02/2019
  • Etichetta: Hypnotic Dirge Records
  • Distributore:

‘Il rumore della tristezza e dell’angoscia’, così si definisce Il Vuoto, one-man band piacentina qui al secondo album della sua storia. Con tali presupposti, non ci si può che imbattere in un profluvio di note lente e dolenti di scuola funeral doom, genere che tra le mani del musicista emiliano prende pieghe inaspettate, andando a esplorare una vastità di suoni ed emozioni che solo in parte riguardano il funeral doom nella sua forma canonica, o presunta tale. Le cinque tracce del disco presentano ognuna caratteri propri e singolari, il tratto comune è una vena malinconica marcata, che tende a prevalere sulla pura disperazione. Il malessere veicolato da testi e suoni è difatti filtrato da un approccio affatto greve, che prevede il ricorso a riff pesanti e rallentati, ma li mitiga con melodie ariose e arrangiamenti portatori di un’idea di vastità, piuttosto che di una tremenda chiusura in se stessi. Se le parentesi più heavy possono ricordare lo struggente immobilismo dei Mournful Congregation, gli spunti più dinamici guardano al death-doom melodico e a un gruppo progressivo e ben disposto ai tempi dilatati come gli americani Ea. A differenza di costoro, Il Vuoto non si incaglia in scenari atmosferici prolungati indefinitamente; spunti sinfonici, drone, acustici, si intersecano e prendono il centro della scena, addirittura, come in “Weakness”, focalizzandosi su partiture quasi neofolk, oppure riconducibili agli Opeth di “Morningrise”.
La produzione, non pulitissima, non penalizza registri strumentali che toccano sfumature di tristezza molto variegate; le tracce sono dense di riflessioni, il dolore è masticato a lungo, per trovare un senso ad esso, dargli un’interpretazione soddisfacente. I mormorii, i recitati della voce, ci accompagnano in spazi fisici e mentali di enorme solitudine, dove l’individuo prova a raccontarsi e a dare forma ai suoi tormenti. “Vastness” vive di un mesto adagiarsi, di oasi melodiche così incantevoli che suonano come una catarsi dalla negatività di cui le lyrics sono impregnate. L’iniziale titletrack è un brano-mondo che riecheggia tanto dei giganti del metal ombroso novantiano (My Dying Bride, primi Anathema e Paradise Lost) quanto dello sprofondare nel grigiore degli Evoken, mettendo enfasi su riverberi gonfi di una potenza inaudita, pronta a scaricarsi al suolo come una pioggia scrosciante. Contrappunti di mesta quiete si stagliano in “Her Fragile Limbs”, i soliloqui chitarristici aprono squarci di luminosità dando un incedere quasi da colonna sonora alla traccia, che esce da ovvi riferimenti per regalare sussulti con soluzioni magistrali nella loro semplicità.
Esce un retaggio classic rock, a sorpresa e senza preavviso, durante “Vastness”, miscelandosi perfettamente ad arrangiamenti tipicamente funeral doom: pensiamo ad alcuni passaggi di chitarra di “V (The Fifth Nail)”, dialoganti con un tappeto di tastiere eteree e onnipresenti come si possono udire nei primi lavori di The Howling Void. Ritorna più avanti la chitarra acustica, che apre a una seconda parte di canzone meno oppressiva, che divaga verso tumulti strumentali severi ma che non si limitano a schiacciare, piuttosto vogliono far battere il cuore e dare sollievo. Per dare compiutezza a un percorso più di ascesa che di mortificazione, ecco degli splendidi cori in voce pulita e un altro assolo di carattere, uno di quelli che da soli danno significato a un disco. Perfino la strumentale di chiusura, “As The Whole World Failed”, aggiunge nuovi elementi; non si configura come semplice aggiunta di epitaffio e adombra di un velo gotico lacrimevole il finale dell’album. “Vastness” è opera di sorprendente varietà e profondità, curata nei dettagli e affrontabile anche per i meno avvezzi a sonorità funeral doom. Da ascoltare e riascoltare, senza fretta e compiacendosi di ogni flebile melodia irradiata.

TRACKLIST

  1. Vastness
  2. Weakness
  3. Her Fragile Limbs
  4. V: The Fifth Nail
  5. As The Whole World Failed Me
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