6.5
- Band: ILIENSES TREE
- Durata: 00:51:52
- Disponibile dal: 16/01/2020
- Etichetta:
- Maculata Anima Rec.
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Arrivati al settimo anno di attività in studio, gli Ilieneses Tree raccolgono le forze per dare vita al loro primo album di debutto dal titolo “Til Autumn Comes”, con un riferimento diretto tra la stagione autunnale e lo stile crepuscolare ed ombroso che la loro musica assume il più delle volte. Ben consci del retroterra musicale a cui far riferimento, i ragazzi di Cagliari donano un personale tributo alla causa del death/doom con canzoni articolate ed elaborate, non prive di radicali cambiamenti di umori ed atmosfere che rendono parecchio vasta la tavolozza di colori freddi messi in mostra, con però risultati purtroppo altalenanti. Il buon piglio dei motivi chitarristici, a metà tra il solenne ed il tragico, inquadra nitidamente lo sviluppo delle canzoni; sembra invece che meno cura venga riservata alla sezione ritmica e più in generale allo svolgimento dei brani sul piano dei riff, in questo caso troppo spesso relegati a mero accompagnamento senza accenti o varianti degni di nota, finendo per rendere un po’ troppo inconsistente il sound di un disco che dovrebbe suonare invece profondo e saturo in distorsioni. Le cose migliorano con “The Observer”, dove si inizia a diversificare il lavoro ritmico degli strumenti, riuscendo persino a creare una linea vagamente catchy all’altezza del ritornello e dando spazio alla sezione vocale per poter esprimere i suoi numerosi utilizzi di voce distorta; stesso discorso per “Looking Glass”, dove il carattere più funereo del disco viene presentato con buona credibilità ed interpretazione da tutti. Anche “The Black Tree”, con le sua inattesa indole black metal ed il rallentamento centrale, mostra possibili e proficui innesti di altri generi nel sound degli Ilienses Tree, che scrollatisi di dosso qualche lungaggine di troppo potrebbero sicuramente rendere più dinamica ed efficace la loro proposta. Come detto, il sound generale secco e piuttosto disomogeneo scelto per la produzione finisce per penalizzare in parte la resa del gruppo, ma l’effettiva bellezza di un pezzo come “Blood”, vecchio cavallo di battaglia della band messo a nuovo e posto come traccia finale dell’album, supera queste asperità e ci lascia sperare in nuovo materiale sempre attento alle molte sfumature emotive di “Till Autumn Comes” ma con una marcia in più in termini di pesantezza e ricerca sonora.
