ILIUM – Carcinogeist

Pubblicato il 03/03/2020 da
voto
7.5
  • Band: ILIUM
  • Durata: 00:44:49
  • Disponibile dal: 28/02/2020
  • Etichetta: Escape Music
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Malgrado il titolo crudissimo e l’abominio in copertina lascino presagire un prodotto appartenente a un filone decisamente più estremo, siamo qui in presenza del settimo full-length ufficiale ad opera dei power metaller australiani Ilium, nuovamente intenti a sguainare le spade dopo aver riproposto l’esordio “Sirens Of The Styx” nel 2017 ed aver fatto una virata di stampo ecologista lo scorso anno con l’EP “Enviro-Metal”.
A molti anni dalla sua uscita, la formazione si avvale ancora una volta della presenza alla voce di Sua Maestà Tim Ian Grose, che dai Lord si porta dietro anche il batterista Tim Yatras, di modo da completare l’arsenale di cui Adam Smith e Jason Hodges avevano bisogno al momento di iniziare i lavori sul nuovo prodotto; il quale, effettivamente, qualcosa di estremo ce l’ha: sin dalle iniziali “Imbecylum” e “Carcinogeist” è power metal all’ennesima potenza! Si tratta infatti di due vere e proprie mitragliate in cui l’ampio utilizzo di chitarre e tastiere si abbina ad una sezione ritmica a tutta velocità, che però non esita a rallentare al momento di dare maggiore risalto alla melodia; anche se nella sopracitata titletrack – vagamente simile ad una sorta di versione super incazzata di “Mysteria” degli Edguy – c’è ben poco da frenare i motori. Quello si può fare tranquillamente con le successive “Anachronistica” e “Haunted By The Ghost Of Me”, in cui la parte più feroce degli Ilium va temporaneamente in letargo in favore di quella più cadenzata e introspettiva; soprattutto la seconda delle due ci sorprende grazie ad un ritornello emozionale e ben interpretato dal buon Tim dietro al microfono. Le mazzate comunque tornano in “Messiah For The Broken”, che dopo l’intro da ballad si manifesta in tutta la sua esplosività come un brano power metal tanto standard quanto efficace. “Harlequin Tree” è il brano più lungo di tutto il pacchetto, e si compone di quasi sette minuti di heavy/power grintoso e dal retrogusto europeo, prontamente insaporito con un bridge oscuro cui seguono persino sprazzi di musica dai richiami circensi- Tutto questo prima di una “The Serpent Maligned” leggermente più anonima, che si sarebbe potuta impreziosire valorizzando quella verve quasi arabeggiante del fraseggio iniziale. Al contrario, “Uncle Rupert’s Puppet Show” e “Question Air” alzano l’asticella grazie a una vena malinconica e quasi nostalgica, enfatizzata anche tramite il sapiente lavoro alle tastiere; accompagnando inoltre l’ascoltatore verso una conclusiva “Vigilante Vagrant” in linea con quanto fatto nei quaranta minuti precedenti: una sana alternanza di cattiveria e riflessione, con il picco più alto raggiunto al momento del bellissimo ritornello.
Ciascun musicista si cimenta in una performance degna di ben più di un applauso, anche se la presenza leggermente ridotta del virtuosismo chitarristico estremo lascia ben intendere che a Lord Tim non sia stata affidata anche la sei corde, qui maneggiata unicamente dal fondatore Jason Hodges e dal suo sopracitato compare di lunga data; il che non è necessariamente un male, poiché l’esecuzione si mantiene sempre e comunque compatta e al servizio della musicalità, senza uscire dal seminato o lasciandosi andare ad eventuali pratiche ‘sbrodolone’ che non a tutti fanno propriamente gola.
Se si presta attenzione alle lyrics e ai vari messaggi celati ci si rende conto di avere per le mani un album arrabbiato come pochi altri appartenenti al medesimo filone, in cui appare evidente la ferocissima critica sociale rivolta a tutto ciò che sta accadendo di sbagliato nel mondo. Vi basti sapere che la band ha deciso di devolvere parte dei potenziali incassi alla salvaguardia delle specie animali, a seguito dei disastrosi fenomeni incendiari che hanno devastato parte del territorio australiano. Purtroppo l’album non è ancora disponibile in formato retail dalle nostre parti ma si può ascoltare comodamente sulla loro pagina di Bandcamp, dove è possibile anche ordinarne una copia fisica se si desidera supportare l’impegno degli Ilium, che fanno sfoggio di una passione notevole oltre che di una preparazione indiscutibile come musicisti. L’album ha sicuramente dei difetti, come un’eccessiva linearità e un leggerissimo calo del pathos a partire dalla settima traccia, ma il nostro entusiasmo se lo merita tutto. Così come un bel voto.

TRACKLIST

  1. Imbecylum
  2. Carcinogeist
  3. Anachronistica
  4. Haunted By The Ghost Of Me
  5. Messiah For The Broken
  6. Harlequin Tree
  7. The Serpent Maligned
  8. Uncle Rupert's Puppet Show
  9. Question Air
  10. Vigilante Vagrant
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