8.0
- Band: ILLDISPOSED
- Durata: 00:53:48
- Disponibile dal: 21/09/2012
- Etichetta:
- Massacre Records
- Distributore: Audioglobe
Undici album in studio per ventuno anni di attività nel death metal senza alcuna distrazione. Hanno sperimentato sì, ma mai perdendosi nel sentiero che ancora oggi consacra gli Illdisposed come alfieri del death metal corposo, quello carico di groove e connotato da accordature basse e dalla solita voce di Bo Summer, uno che deve far paura anche se ti dice buongiorno in maniera normale. I danesi, a distanza di un anno dalla pubblicazione di “There Is Light (But It’s Not For Me)” – album dove avevano sperimentato non poco con l’elettronica e con le tastiere – si ripropongono nel 2012 in versione primordiale: in questo lavoro c’è solo del sano e duro death metal. Come già scritto sono sparite le precedenti contaminazioni; i cinque hanno scritto tredici canzoni (quindici nell’edizione limitata) tutte notevoli per impatto e per naturalezza, con il solito plus dei fattori produzione e missaggio, ancora una volta opera di Tue Madsen. Solamente lui può infatti trovare la quadratura del cerchio, ovvero miscelare sapientemente le tonalità basse di strumenti, l’imperioso lavoro di batteria e la voce di Summer. Ma veniamo alle canzoni, che spesso tradiscono una vena melodica che si rivela un altro punto di forza di “Sense The Darkness”, lavoro che scorre via che è una bellezza nonostante il lungo minutaggio. Dall’iniziale canzone che dà il titolo al CD, episodio ragionato dal ritmo in crescendo, perfetto per aprire il disco, fino alla finale “We Do This Alone”, sarà tutto un dimenarsi su un riffing duro sorretto da una doppia cassa imperante a dare man forte al micidiale intreccio di chitarre e basso. Abbiamo eletto a nostre preferite di questo CD le lente “Time To Dominate” e “Too Blind To See”, canzoni che cambiano ritmo in continuazione partendo da una base di groove molto avvolgente e dagli arrangiamenti insolitamente melodici. E poi tanti ottimi uptempo come “The Poison”, caratterizzata da chitarre ora lente ora veloci mentre decisamente su tutte si staglia “I Am Possessed”, un’ alternanza di riff marmorei e coinvolgenti e di parti più rapide, con stacchi dove la chitarra ruba la scena e introduce anche un ottimo solo. Insomma, un disco tetragono in quanto a solidità, come i fan del gruppo potranno ben testimoniare. Quando oramai in Scandinavia le uniche novità nel death metal vengono dai cloni dei Dismember, ecco che i Nostri si rivelano la solita certezza. In oltre vent’anni il brand Illdisposed non ha perso un cliente, ne siamo sicuri.
