6.5
- Band: IMPENDING DOOM (US)
- Durata: 00:34:34
- Disponibile dal: 13/03/2012
- Etichetta:
- E1 Music
Dopo il tonfo di “There Will Be Violence”, gli americani Impending Doom rialzano la testa con un album più scorrevole e meglio strutturato. Non è il caso di esaltarsi, dato che il gruppo – spesse volte un mezzo clone dei Whitechapel – nemmeno in quest’occasione ha provato a uscire più di tanto dal seminato, ma è pur vero che buona parte di queste composizioni hanno poco fuori posto a livello formale. Lontani dal death metal caotico degli inizi, ma anche dalle formule sin troppo macchinose e ottuse messe in mostra sulla precedente fatica, i Nostri hanno provato a concepire un lavoro più immediato, che beneficia di una produzione cristallina adatta agli intenti e di una vena melodica un pelo più in evidenza del solito. È certamente ancora sensato parlare di death-core moderno, se non altro per la grossa mole di breakdown che viene snocciolata lungo tutta la tracklist e per il saltuario utilizzo di blast-beat, ma è facile notare come in vari brani la band si affidi a un riffing maggiormente snello, che pare modellato su quello di realtà più vicine al thrash di ultima generazione (Fear Factory, Lamb Of God). Inoltre, fra le trame si fa appunto largo un pizzico di melodia, che rende l’ascolto meno stancante e mette alcune tracce nelle condizioni di farsi ricordare quasi subito. Non ci riferiamo tuttavia alla semi-ballad “My Light Unseen”, la quale ospita la voce pulita di Ryan Clark dei Demon Hunter: traccia senza dubbio sui generis in un’opera di questo tipo, ma che, tutto sommato, se presa singolarmente, non offre nulla di speciale. Meglio quando i californiani restano heavy, sottraendosi al tempo stesso alla prassi death-core più snervante e becera, come avviene a inizio tracklist o nella conclusiva, cafonissima, “Death. Ascension. Resurrection”. In definitiva, ci aspettavamo poco o niente da “Baptized In Filth”, invece gli Impending Doom ci hanno proposto il lavoro più godibile della loro carriera. A oggi hanno ancora senso di esistere.
