5.5
- Band: IMPENDING DOOM (US)
- Durata: 00:34:37
- Disponibile dal: /11/2007
- Etichetta:
- Facedown Records
Pare proprio che i Mortification e i Becoming The Archetype abbiano da oggi dei nuovi alleati! Da Riverside in California ecco infatti arrivare gli Impending Doom, giovane death metal band che non ha nulla a che vedere con gli omonimi black-death metallers teutonici e che anzichè parlare di morti ammazzati, zombie, Satana e carneficine varie, preferisce promuovere l’icona e il verbo di Gesù Cristo. “Va’ e d’ora in poi non peccare più” (Gv 8,10-11)… questo è, in sintesi, il messaggio che questo quintetto statunitense lancia tramite il suo death metal, scelta che senz’altro farà sorridere più di un death metaller tradizionale, ma che non risulta poi così insolita a queste orecchie, ormai da tempo abituate a sentire liriche simili, soprattutto in campo metal-core (Zao, Norma Jean, As I Lay Dying…). Tuttalpiù, ciò che lascia un po’ dubbiosi, è l’effettiva qualità della musica dei nostri… un death metal a cavallo fra quello di classici del brutal-core/groovy death metal (Dying Fetus, Skinless e compagnia bella) e quello di realtà più quadrate e moderne come primi Job For A Cowboy e Suicide Silence che non lascia più di tanto il segno. Non si mette in discussione l’impatto di certi riff, ma il songwriting della band alla lunga appare ancora abbastanza acerbo e ripetitivo, con costruzioni sempre molto simili, rallentamenti un po’ forzati e un growling monocorde. Comunque apprezzabili risultano pezzi come “My Nemesis”, “In Reverence Of”, la title track o “Silence The Oppressors”… meno il resto, anche se, a dire il vero, non si lambiscono mai livelli qualitativi davvero infimi. C’è tuttavia ancora da lavorare per gli Impeding Doom… soprattutto sotto il profilo delle dinamiche, spesso qui lasciate un po’ al caso. Giusto essere heavy e possenti, ma la varietà è un elemento che non deve essere sottovalutato, soprattutto in un contesto come questo, dove il rischio di tediare l’ascoltatore è sempre dietro l’angolo.
