6.0
- Band: IMPENDING DOOM (US)
- Durata: 00:35:47
- Disponibile dal: 31/03/2009
- Etichetta:
- Siege Of Amida Records
- Distributore: Audioglobe
Ecco tornare gli americani Impending Doom… giusto in tempo per celebrare la Pasqua! Questi death metallers cristiani hanno trascorso gli ultimi due anni costantemente in tour negli Stati Uniti e, alla luce dell’ascolto di “The Serpent Servant”, si può affermare che siano maturati un pochino rispetto al precedente “Nailed.Dead.Risen”. Lo si intuisce già dalla cura posta nella produzione del lavoro, che è stato registrato dal cantante degli As I Lay Dying Tim Lambesis (lo avranno conosciuto a catechismo?) e mixato dal noto Zeuss (Shadows Fall, Hatebreed): suoni nitidi e potenti, questa volta… anni luce superiori a quelli paludosi del debut. E anche il songwriting ha subito qualche modifica: brani sempre poco vari, ma generalmente più ritmati e diretti rispetto a quelli proposti in passato. Facile inoltre notare come il gruppo abbia seguito con attenzione gli ultimi sviluppi della scena death-core, facendo ancora più tesoro delle lezioni impartite di recente da Suicide Silence e, soprattutto, Whitechapel. Gran parte delle nuove tracce si muove infatti su coordinate molto care a questi ultimi – vedi l’alternanza fra uptempo e reminiscenze meshugghiane – lasciando un po’ in disparte il death metal più barbaro che qua e là faceva ancora capolino nel vecchio repertorio. Un album dunque abbastanza “alla moda”, potenzialmente in grado di attirare parecchi nuovi fan, tuttavia sempre altamente derivativo e dunque poco appetibile per coloro che continuano a sperare in un guizzo di personalità da parte di queste giovani band a stelle e strisce. È migliorata la forma, qualche pezzo questa volta non è niente male (“More Than Conquerors”, “In the House of Mourning”, “When I Speak”…), ma complessivamente la sostanza non è certo di quelle che fanno gridare al miracolo. Soprattutto la ripetitività continua a essere un importante difetto nella musica dei nostri.
