IMPERIAL TRIUMPHANT – Abyssal Gods

Pubblicato il 22/02/2015 da
voto
5.5
  • Band: IMPERIAL TRIUMPHANT
  • Durata: 00:41:52
  • Disponibile dal: 27/02/2015
  • Etichetta: Code666
  • Distributore: Audioglobe

Che cosa è successo agli Imperial Triumphant ? Dov’è quel delirio di black metal sperimentale, di orchestrazioni e contaminazioni che aveva fatto di “Abominamentvm” un capolavoro ? Tutto raso al suolo, destrutturato ai minimi termini, sbriciolato e riassemblato. Di black non è rimasto pressoché nulla, i newyorkesi hanno virato verso il death, ma stiamo parlando solo dell’ossatura di base, del telaio su cui la band ricama,orna, squarcia e dilania. La grandezza degli Imperial Triumphant, si sa, è sempre stata in questo; molto poco importante la “base”, più un pretesto per dar sfogo ad una rabbiosa creatività che un recinto stilistico, quindi il passaggio da scream a growl, da chitarre taglienti a suoni più corposi è qualcosa di relativamente importante. Questo “Abyssal Gods” tradisce tutto se stesso già dall’opener “From Palaces”: si parte tiratissimi, con i “soliti” Deathspell Omega a gettare una lunga ombra sugli (ex ?) blackster americani, con l’aggiunta di una sorta di gelida violenza che rimanda ai primi lavori degli Anaal Nathrakh, anche se il tutto sembra un po’ sconclusionato e fine a se stesso, fino ad un intermezzo che parte noise e sfocia in una sorta di acid-jazz metal (passateci l’accostamento di questi due stili, ma è, probabilmente, la definizione più adatta a cercare di descrivere il sound del gruppo). Arrivano i due minuti della titletrack e siamo certi che questo disco vada ascoltato un po’ di volte per essere ben assimilato; ma, proseguendo nella track list, l’impressione è di un insieme di suoni, dissonanze ed improvvisazioni, messi lì a casaccio, tenuti insieme più dalla convinzione di Ilya e soci di star facendo la cosa giusta che da una qualsivoglia logica musicale. Gli otto minuti di “Krokodil” lasciano basiti per la sfrontata dilatazione delle poche idee, per poi lasciare posto all’ennesimo insopportabile interludio ambient/noise, fino a sfociare in “Black Psychedelia” che ben rappresenta ciò che gli Imperial Triuphant, probabilmente, avevano in mente: un manifesto di intenti piuttosto disatteso. Si chiude con “Metropolis” ed il suo insopportabile piano: non ci sentiamo neanche di parlare di dissonanze, perché le dissonanze sono un concetto musicale ben preciso, mentre qua si ha quasi l’impressione che qualcuno picchi a caso i tasti. Cosa si può dire di “Abyssal Gods” ? Se non conoscessimo gli Imperial Triumphant, penseremmo ad un disco fatto da gente che copre l’imperizia strumentale con un atteggiamento musicale avanguardistico; purtroppo chi, come il sottoscritto, ha amato questa band, sa che la band americana è fatta da musicisti più che preparati; l’idea, probabilmente, era di proseguire quanto fatto su “Abominamentvm”, spingendo oltre la sperimentazione e la commistione; un intento lodevole. Tanto lodevole quanto fallimentare. Questo nuovo lavoro offre qualche spunto interessante, ma i rari guizzi restano immersi in un guazzabuglio insensato, un insieme che non riesce a trasmettere quanto ci sia di studiato e quanto di improvvisato; mi pratica un approccio da free jazz applicato ad un disco di metal estremo. Qualcosa che potrebbe funzionare, forse, ma che, di certo, non ha funzionato per questo lavoro degli Imperial Triumphant. Certo, il tutto suona molto particolare e nuovo e forse siamo solo noi che non riusciamo a comprendere il genio dissacrante della band, a qualcuno piacerà e qualcun altro cadrà vittima dell’equazione “mai sentito uguale a seminale ed innovativo”: sicuramente questo disco risulta impossibile da incasellare o da accostare ad altri lavori. Già: innovativo ed unico. O forse solo pretenzioso e manieristico ? Non scomodiamo Ockham ed il suo rasoio, ci limitiamo a pensare che, a volte, se qualcuno non ha mai fatto una cosa, ci sarà anche un motivo.

TRACKLIST

  1. From Palaces Of The Hive
  2. Abyssal Gods
  3. Dead Heaven
  4. Celestial War Rape
  5. Opposing Holiness
  6. Krokodil
  7. Twins
  8. Vatican Lust
  9. Black Psychedelia
  10. Metropolis
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