IMPERIALIST – Zenith

Pubblicato il 20/11/2021 da
voto
6.5
  • Band: IMPERIALIST
  • Durata: 00:43:46
  • Disponibile dal: 26/11/2021
  • Etichetta:
  • Transcending Obscurity

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Periodo di cosiddette vacche grasse per gli amanti del black-death metal di estrazione scandinava anni Novanta. Dopo il ritorno dei Thulcandra – e in prossimità dell’uscita dell’atteso “Victory in Blood” dei maestri Unanimated – ci imbattiamo nel secondo album degli Imperialist, realtà statunitense che già con il debut “Cipher”, uscito tre anni fa, aveva messo in mostra tutta la propria ammirazione per lo stile coniato da un certo Jon Nödtveidt. Con il nuovo “Zenith”, il quartetto californiano non cambia troppo le carte in tavola, anche se si nota qualche accorgimento in più nella strutturazione dei brani, i quali oggi risultano meno ripetitivi, pur nella loro stoica aderenza alla scuola Dissection. Il nuovo solco viene tracciato soprattutto con canzoni come “Parallax Descends” e “He Who Mastered Shapes”, dove le ritmiche si muovono su traiettorie differenti, provando a costruire geometrie meno scontate e a dare risalto a un gusto melodico che questa volta non sembra avere paura di slegarsi dal solito feeling nordico per sfumare in un mood più torbido. Il disco cerca insomma di rivestirsi di una sua ambiguità, di un’atmosfera più amara, dove tormento e inquietudine riescono a prendere talvolta il posto di quell’epicità richiamante paesaggi invernali che è ormai diventata sinonimo di questo particolare filone. Chiaramente, servirebbe anche altro per sfuggire dall’ombra di Nödtveidt, perché quando i ragazzi accelerano – vedi ad esempio l’uptempo dopo l’incipit interlocutorio della comunque apprezzabile “Beyond The Celestial Veil” – si entra sempre e comunque in zona “Storm of the Light’s Bane”, ovviamente con le dovute proporzioni. In ogni caso, “Zenith” mette in luce spunti interessanti a sufficienza per dimostrarsi una prova più meditata e attenta della precedente, con qualche traccia meglio strutturata e un’atmosfera complessiva più avvolgente, la quale suggerisce un forte legame con il tema sci-fi alla base dei testi e con il curatissimo artwork.

TRACKLIST

  1. 01011000
  2. The Maw
  3. Parallax Descends
  4. He Who Mastered Shapes
  5. Majesty of the Void
  6. Terminal Odyssey
  7. Beyond the Celestial Veil
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