IMPETUOUS RITUAL – Unholy Congregation Of Hypocritical Ambivalence

Pubblicato il 16/08/2014 da
voto
7.0
  • Band: IMPETUOUS RITUAL
  • Durata: 00:48:25
  • Disponibile dal: 15/04/2014
  • Etichetta: Profound Lore
  • Distributore:

Buon sangue non mente. Senza stravolgere le regole del gioco o dare adito a sensazionalismi, gli alfieri australiani del più innominabile orrore sonoro si rifanno vivi con un pugno di canzoni strazianti e allucinate che ancora una volta reclamano a gran voce il predominio del death metal come genere musicale portatore degli estremi più inconcepibili che l’orecchio umano possa udire, e di fronte a dischi come questo non possiamo che dar loro ragione: è sempre stato il death metal a partorire gli abomini più insensati ed estremi e questo disco ne è un classicissimo esempio. Siamo infatti ancora una volta di fronte ad abissi di violenza e tortura auditiva innominabili, luoghi di efferatezza musicale impensabile in cui deformità inimmaginabili e violenza incontenibile sembrano essere semplici realtà quotidiane. Le chitarre sono ridotte ad un ronzio bitumoso e cimiteriale: si muovono a mareggiate, a sciami quasi come fossero enormi nubi di insetti. Le percussioni sono un tribalismo isterico, una sorta di grottesco farneticare, un martellante oblio di ossessione e straziante ripetitività. Di tanto in tanto spunta un assolo sparuto che dura giusto qualche secondo prima di essere re-inghiottito in un gorgo di melma noise abissale e abominevole. Sembra di sentire gli Slayer tritati con i Corrupted o i Sunn O))) accellerati alla velocità e alla intensità dei primi Carcass. La prima bussola da seguire per capire le coordinate folli di questa band sono ovviamente i portentosi Portal ed i terremotanti Grave Upheaval, entrambi loro strettissimi cugini e band con le quali gli Impetuous Ritual condividono svariati membri. Parliamo insomma di una cerchia ristretta di squilibrati del metal australe, gente che non concepisce altro al di fuori di un death metal sfigurato e portato forzatamente alle sue estreme conseguenze, quasi fosse odiato più che amato, quasi fosse una persona da obliterare, sfigurare, torturare e trasformare in uno sgorbio, in una sorta di mostro. A fare gli onori di casa ovviamente troviamo la solita Profound Lore che con questa release deve aver preso una bella boccata d’aria fresca percependo la gradita brezza di un opportuno ritorno alle proprie origini. Noi ne siamo contenti, la band in questione è discutibile in tutto tranne che nella integrità e validità dei propri assurdi intenti, e il disco, anche se a tratti incomprensible e persino nauseante, non è certo uno di quei lavori di fronte ai quali è possibile rimanere impassibili, anzi.

TRACKLIST

  1. Verboten Genesis
  2. Venality In Worship
  3. Sentient Aberrations
  4. Despair
  5. Inservitude Of Asynchronous Duality
  6. Womb Of Acrimony
  7. Metastasis
  8. Abhorrent Paragon
  9. Blight
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