6.5
- Band: IMPIOUS THRONE
- Durata: 00:33:23
- Disponibile dal: 11/04/2025
- Etichetta:
- De Tenebrarum Principio
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Secondo disco per gli Impious Throne, band composta unicamente dal polistrumentista floridiano DM, piuttosto attivo anche con altri progetti nell’underground americano (Maruta, Gates of Mourning), che con questo “Suffering” confezionano un disco black metal anni Novanta sorretto da un approccio piuttosto solido. Brutale ma capace di momenti melodici ben calibrati, il lavoro scorre con naturalezza grazie a un riffing diretto e un’esecuzione abbastanza efficace; pur senza introdurre grandi novità, anzi, il disco si lascia ascoltare con piacere e ha il merito di mantenere alta l’attenzione dell’ascoltatore dall’inizio alla fine grazie ad un’energia che non ha timore a mettere sul piatto una certa musicalità, la quale si ripresenta sotto forma di afflati armonici ben evidenti anche nelle scorribande più violente. Il concept della band è comunque abbastanza basico: riff affilati, batteria martellante e un’atmosfera cupa che richiama tanto i Mayhem – soprattutto quelli più moderni, in brani come “Suffering” – quanto alcune sortite più rozze e ‘americane’, come i Profanatica.
Se la struttura non brilla per originalità, la resa è comunque coinvolgente: ad esempio, “Abyss” si distingue per aperture armoniche ed evocative che accompagnano la furia generale, aggiungendo una dinamica interessante (e in alcuni punti ci sentiamo anche un po’ di Slayer, per dire); da citare anche “Augury”, con delle belle intuizioni in fase di struttura, o “Profanation” ,che chiude con veemenza, mantenendo un piglio diretto e senza fronzoli, sempre però in grado di mantenere una sorta di riconoscibile impronta stilistica, cosa che comunque DM riesce a conservare tutto sommato in tutti gli otto brani (per poco più di mezzora di musica, come ai bei tempi di una volta).
In sintesi, “Suffering” è un album che non reinventa granché, ma offre una buona dose di aggressività e una scrittura abbastanza ispirata da rendere l’ascolto piacevole. Non un disco imprescindibile, e che probabilmente si perderà in un turbine di uscite più che discrete, ma si tratta di un lavoro onesto e ben suonato, perfetto per gli appassionati setacciatori di underground.
