IN AETERNUM – …Of Death and Fire

Pubblicato il 29/01/2026 da
voto
7.0
  • Band: IN AETERNUM
  • Durata: 00:43:27
  • Disponibile dal: 06/02/2026
  • Etichetta:
  • Soulseller Records

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Non vanno molto per il sottile, con il titolo di questo nuovo album, gli In Aeternum: “…Of Death and Fire” è una dichiarazione d’intenti che non lascia spazio a fraintendimenti. Ma, tutto sommato, è anche un titolo che si guadagna il diritto di esistere, perché questo ritorno arriva dopo una fase di carriera travagliata e un silenzio durato oltre un decennio, anzi di più, se si considera che l’ultimo vero full-length della band svedese risale addirittura al 2005 (”Dawn of a New Aeon”). Un tempo lunghissimo, soprattutto per un gruppo che, a cavallo fra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila, aveva incarnato con coerenza una certa idea di estremismo metal tradizionale, ottenendo pure un discreto successo.

Probabilmente oggi non sono in molti a ricordarsi degli In Aeternum: all’epoca, emersero con una proposta carica di furore e fedeltà a un canone ben preciso, in un contesto in cui molti loro connazionali cercavano invece un suono più moderno, levigato e talvolta ammiccante. Pelle e borchie, riff taglienti e un approccio senza compromessi: il trio si faceva portabandiera di un black-death metal debitore della lezione dei Dissection, ma sporcato con innesti di death-thrash più ruvido e diretto, privo di inutili rifiniture.
Oggi la scena è profondamente diversa: le band apertamente old school sono per fortuna tornate a essere numerose, e una proposta come quella degli In Aeternum spiazza inevitabilmente meno rispetto al passato. Ciò non significa però che “…Of Death and Fire” risulti superfluo o esclusivamente anacronistico. L’impostazione è quella di sempre: black-death melodico e affilato, che guarda a certi maestri svedesi senza mai indulgere in eccessi barocchi, mantenendo una certa dose di imbarbarimento quando serve. Metallo nero di una volta, riconoscibile, collocabile in un filone che oggi conta certamente molti discepoli, ma anche poche vere rivelazioni.

Il nuovo lavoro della band guidata dal chitarrista e cantante David Larsson spunta tutte le caselle necessarie per essere accostato ai primi capitoli della loro discografia: l’interpretazione è fiera e sentita, lo stile immediatamente leggibile, sostenuto da una produzione sufficientemente calda, che evita sia l’eccessiva patina moderna sia il feticismo lo-fi fine a se stesso. Forse manca una vera “hit” capace di imporsi con forza assoluta, ma brani come “The Day of Wrath”, con il suo incedere thrash di scuola antica, e “The Hourglass”, squisitamente svedese nel respiro melodico, si fanno notare fin dai primi ascolti. Merita una menzione anche “To Those Who Have Rode On”, dal carattere marziale e arricchita dal contributo di Erik Danielsson dei Watain. Il pezzo, in cui a tratti emergono anche vaghi echi bathoryani, suona come un tributo sentito a una band un po’ più giovane che, agli occhi degli In Aeternum, è riuscita a portare avanti con coerenza e personalità un discorso musicale affine al loro.

È chiaro che un lavoro come il debut “Forever Blasphemy”, uscito in un momento storico più povero di questo tipo di scorribande oltranziste, aveva avuto un impatto diverso. Oggi emergere è più difficile, in una scena affollata e ricca di proposte legate alla tradizione. “…Of Death and Fire”, però, fa il suo dovere e trova comunque un modo per lasciare il segno, anche se il songwriting non sempre sorprende davvero. Probabilmente sarà soprattutto qualche ascoltatore ormai un po’ attempato ad accoglierlo con soddisfazione, ma non è detto che il suo furore sobrio e senza fronzoli non riesca a conquistare anche orecchie più giovani e curiose.

 

TRACKLIST

  1. Danse Macabre
  2. Beneath The Darkened Tomb
  3. The Day of Wrath
  4. Spirits of the Dead
  5. Mortuary Cult
  6. The Vile God of Slime
  7. Bow To None
  8. De Profundis
  9. Goddess of Abominations
  10. The Hourglass
  11. 11. To Those Who Have Rode On
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