7.0
- Band: IN EXTREMO
- Durata: 00:48:52
- Disponibile dal: /08/2005
- Etichetta:
- Sony
- Distributore: Universal
Quinto full-length album per i tedesconi In Extremo (se non si tiene conto dei primi dischi acustici e dei live) e poche sorprese all’orizzonte, come del resto era prevedibile. Dopo il grezzissimo, ma memorabile, “Weckt Die Toten!”, debutto metal che li fece conoscere un po’ in tutta Europa, il settetto guidato da Das Letzte Einhorn ha sempre potuto usufruire di produzioni esageratamente deluxe che, a giudizio di chi scrive, hanno messo un po’ in difficoltà l’innata ruralità e l’appeal folk della band, spesso quasi costretta a dover sembrare più metallica di quello che in realtà è da un music-business stordito e allettato dall’originalità della proposta musical-coreografica. E dopo “Verehrt Und Angespien”, “Sünder Ohne Zügel” e “Sieben”, il tormentone si ripete con “Mein Rasend Herz”, classico platter di casa In Extremo comprendente una dozzina di song che fondono il metal classico (con qualche tocco di modernità) al magico suono delle cornamuse e alla riscoperta dei canti antichi e tradizionali che la formazione germanica è solita mettere in mostra. Due soli sono i cali qualitativi del disco: la noiosetta “Wessebronner Gebet” e la prolissa “Fontaine La Jolie”, resa fastidiosa dal pessimo cantato francese (sentire un tedesco che pronuncia il francese è come vedere Tyson che raccoglie margherite per la dolce nonnina… un pugno nell’occhio, anzi, nell’orecchio); la tracklist restante è tutta di buon livello, a partire dall’accoppiata di singoli, “Nur Ihr Allein” e “Horizont” (con inedite female vocals), passando per le canoniche e robuste “Raue See” e “Macht Und Dummheit”, fino ad arrivare al crescendo conclusivo della seconda parte del lavoro, dove la celtica “Liam” e la quasi title-track “Rasend Herz” si ergono a migliori composizioni del disco, per poi consegnare alle evocative “Poc Vecem” e “Spielmann” il compito di far calare il sipario sull’ennesimo buon platter degli In Extremo, formazione che tende forse ad autoriciclarsi un po’ troppo, ma che risulta sempre e comunque affascinante. Ormai pochi sono i rimasugli rimasti dalle sperimentazioni modernaiole di “Sünder Ohne Zügel”… il Medioevo è tornato solida roccia e così sembra resistere all’avanzare del Tempo. Proprio come gli In Extremo.
