6.5
- Band: IN THIS MOMENT
- Durata: 00:42:08
- Disponibile dal: 09/07/2010
- Etichetta:
- Century Media Records
- Distributore: EMI
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E’ indubbio come la fenomenale abbondanza della bionda frontwoman Maria sia un’arma a doppio taglio per gli In This Moment, formazione di modern metal americano divenuta ben presto priorità nel roster Century Media. Si potrebbe disquisire a lungo su come tre taglie di reggiseno in meno (o l’assenza di scollature vertiginose) potrebbero incidere sulla carriera di una band che non rinuncia a mettere sempre in primo piano la morbida procacità della cantante, ma tenteremo di parlare solo di musica. "A Star Crossed Wasteland" è il terzo album per la formazione di Los Angeles, e si dimostra sin dal primo ascolto un capitolo che tenta di compiacere l’intera base di fan mediando l’energia del debutto "Beautiful Tragedy" con il lato melodico espresso in "The Dream". Obiettivo centrato sin dal primo ascolto: escludendo la fuorviante opener "Welcome To The Gun Show" – un pezzo in screaming decisamente heavy, inadatto come primo singolo perchè non rappresenta lo spirito dell’album – la raccolta è una successione abbastanza densa e organica di composizioni in perfetto stile ITM, un metal moderno, mainstream e melodico impreziosito dalla produzione sapiente di Kevin Churko, che punta senza false ambizioni al successo commerciale – "The Promise", duetto vocale con Adrian Patrick degli Otherwise, aiuterà moltissimo nello scopo – accontentando sia i maschietti in cerca di energia sia le ragazze in cerca di un modello di riferimento. Siamo di fronte al miglior disco della band senza ombra di dubbio, e lo confermano la discreta varietà stilistica, la ricerca di una maggiore dinamicità (ottime le backing vocals del chitarrista in questo senso), e il tiro di ogni singola composizione. Se la quasi totale innocuità va di pari passo ai desideri di vendita i problemi di fondo restano le linee melodiche (mai del tutto convincenti e autocitazioniste), un sound un po’ troppo generico e una ripetitività che segna pesantemente il risultato finale. Chi ama le voci femminili li avrà già ampiamente presi in considerazione, e potrà godere di un album discreto ma al contempo decisamente poco longevo.
