INCANTATION – Profane Nexus

Pubblicato il 16/08/2017 da
voto
7.5
  • Band: INCANTATION
  • Durata: 00:42:32
  • Disponibile dal: 11/08/2017
  • Etichetta: Relapse Records
  • Distributore: Audioglobe

Ricapitolare quasi tre decadi di carriera non è semplice, ma una cosa è certa: Incantation non è un nome sconosciuto ai seguaci della cultura death metal. Dalle cavernose produzioni dei primi anni ’90 – tuttora base per gran parte dell’operato di certe frange underground – passando per l’oltranzismo e le velocità assassine delle uscite dei primi anni ’00, fino ad arrivare alle ultime prove all’insegna di un più elegante ed equilibrato death-doom, gli statunitensi si sono contraddistinti quasi sempre per personalità e perseveranza. “Profane Nexus”, album che segna il loro meritato ritorno a casa Relapse Records, è l’ennesimo capitolo di questa gloriosa tradizione. Era difficile battere un’opera particolarmente curata e riuscita come “Dirges of Elysium”, ma John McEntee e compagni ci vanno vicino con un disco che nuovamente conferma il loro ottimo stato di salute. La band evidentemente sa bene di essere più popolare che mai e marcia sull’onda di un entusiasmo concreto, componendo e suonando con disinvoltura e totale consapevolezza dei propri mezzi. Non ci si imbatte in perle di immediatezza come “Debauchery” o “Carrion Prophecy”, così come non è presente un epico tour de force in stile “Elysium”, ma gli Incantation riescono comunque a compilare una tracklist efficace, sempre capace di mettere in luce ogni loro classico punto di forza. Il merito del gruppo statunitense è soprattutto quello di riuscire a risultare convincente sia nell’ascolto immediato che nella prova sulla lunga distanza; il quartetto crea brani di medio-breve durata evitando di scadere in strutture troppo ripetitive o “telefonate”, flirtando sovente con ritmiche lente e soffocanti, ma rimanendo sempre squisitamente ostile e aggressivo. Apparentemente senza sforzarsi troppo, gli Incantation riescono a trasportare l’ascoltatore in dimensioni ultraterrene, portando davanti a noi macabre immagini dall’aldilà. Tutte le tracce dell’album sono qualitativamente di alto livello: non si riscontrano cadute di tono o riempitivi, ma episodi come “Muse”, la decadente “Incorporeal Despair” (dagli echi di marca Disembowelment) e “Lus Sepulcri” denotano una marcia in più sia in termini di impatto che di espressività. In particolare, colpisce sempre di più la spontaneità delle trame prettamente doom: McEntee è ormai il Tony Iommi del death metal e il suo gusto rétro oggi riesce ad emergere anche dai brani all’apparenza più estremisti. “Profane Nexus”, di fatto, regala momenti di notevole classe e feeling alternati ad altri di rassicurante e piacevole solidità, per un risultato finale che non potrà che soddisfare ogni fan di vecchia data della formazione. Siamo davanti ad un altro incantesimo dal quale sarà difficile sottrarsi.

TRACKLIST

  1. Muse
  2. Rites of the Locust
  3. Visceral Hexahedron
  4. The Horns of Gefrin
  5. Incorporeal Despair
  6. Xipe Totec
  7. Lus Sepulcri
  8. Stormgate Convulsions from the Thunderous Shores of Infernal Realms Beyond the Grace of God
  9. Messiah Nostrum
  10. Omens to the Altar of Onyx
  11. Ancients Arise
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