INCUBUS – 8

Pubblicato il 28/04/2017 da
voto
6.5
  • Band: INCUBUS
  • Durata: 00:40:42
  • Disponibile dal: 21/04/2017
  • Etichetta:
  • Island Records
  • Distributore: Universal

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Anche se per la maggior parte dei lettori, ivi compreso chi scrive, i ‘veri’ Incubus sono scomparsi nel secolo scorso (ovvero dopo l’uscita di “Morning View”), c’era comunque una certa curiosità intorno a questa nuova uscita di Brandon Boyd e soci, a ben sei anni di distanza dall’innocuo “If Not Now When”. Premesso che in questi sei anni i cinque californiani non sono rimasti con le mani in mano – rilasciando un live album e l’EP “Trust Fall (Side A)”, oltre a collaborazioni di diversa natura da parte di Brandon e del chitarrista Mike Einziger, coinvolto anche nel tormentone “Wake Me Up” di Avicii – c’era una certa curiosità intorno all’uscita di questo “8”, anche per sentire quale direzione avrebbe portato la tanto chiaccherata collaborazione di Skrillex in veste di produttore. Diciamo subito che, nonostante la seconda giovinezza vissuta di questi tempi dal nu-metal e la presenza del già citato guru della dubstep, siamo lontani sia dalla lucida follia di “S.C.I.E.N.C.E.” che dalle sperimentazioni elettroniche dei Korn, ma nondimeno, pur restando all’interno dell’alternative rock più radio-friendly, la lunga pausa sembra aver giovato alla formazione di Calabasas, tornata ad esprimersi su livelli d’ispirazione più consoni alla fama dei musicisti coinvolti. Idealmente diviso in tre blocchi da tre canzoni l’una, nella prima frazione l’album parte subito forte con “No Fun”, brano ritmato vicino alle produzioni d’inizio millennio, confermando il ritrovato stato di forma con l’altrettanto movimentata “Nimble Bastard” (qui presente con un nuovo mix rispetto alla versione uscita come singolo) e la più lenta “State Of The Art”. Peccato per una parte centrale meno ispirata – “Glitterbomb” sembra a tratti una versione annacquata di “Privilege”, così come le più atmosferiche “Undefeated” e “Loneliest”, quest’ultima dedicata a Davide Bowie, mancano di mordente -, ma le migliori sorprese arrivano nell’ultima parte. Dopo il divertissement “When I Became A Man” (un minuto di cantato sotto la doccia), troviamo infatti la scanzonata “Familiar Faces”, classico pezzo pop-rock profumato di California, la semi-ballad distorta “Love in a Time of Surveillance” (un mix tra “Just A Phase”, “Come Together” e i primi Audioslave), fino alla chiusura affidata alla decisamente più aggressiva “Throw Out the Map”, episodio più vicino alle glorie passate anche per effetto dell’intro strumentale di “Make No Sound in the Digital Forest”. I fasti degli esordi sono ormai un lontano ricordo, ma chi ha apprezzato il periodo intercorso tra “Morning View” e “A Crow Left Of The Murderer” avrà probabilmente modo di aprezzare l’ottava fatica degli Incubus.

TRACKLIST

  1. No Fun
  2. Nimble Bastard
  3. State of the Art
  4. Glitterbomb
  5. Undefeated
  6. Loneliest
  7. When I Became A Man
  8. Familiar Faces
  9. Love in a Time of Surveillance
  10. Make No Sound in the Digital Forest
  11. Throw Out the Map
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