INCUBUS – Make Yourself

Pubblicato il 11/04/2017 da
voto
9.0
  • Band: INCUBUS
  • Durata: 00:48:12
  • Disponibile dal: 26/10/1999
  • Etichetta: Epic
  • Distributore: Sony

A vederli oggi non si direbbe, ma agli esordi della loro carriera, nella seconda metà degli anni ’90, gli Incubus erano considerati eredi designati dei Faith No More e discepoli dei Korn, figurando tra i prime mover dell’allora nascente scena nu-metal grazie ad un disco manifesto come “S.C.I.E.N.C.E.” (peraltro già trattato in questa rubrica). Travolti da un successo per certi versi inaspettato – culminato con le leggendarie esibizioni all’Ozzfest e al Family Values Tour, nonchè con l’ingresso in formazione di DJ Kilmore al posto del rissoso DJ Lyfe -, i cinque californiani nell’estate nel 1999 si trovano in studio per registrare quello che col senno di poi passerà alla storia come il disco della svolta, sotto tutti i punti di vista. Levigato verosimilmente da Scott Litt (già dietro al mixer con R.E.M. e Nirvana, e subentrato in corsa al precedente produttore), “Make Yourself” segna un deciso avvicinamento alla forma canzone e a sonorità alternative rock / metal, pur lasciando intravedere ancora le doti di una band con pochi rivali nel genere in quanto ad estro compositivo. Come ben lasciato intendere dal primo singolo “Pardon Me” – all’epoca peraltro passato in sordina, salvo poi ricevere maggiore airplay radiofonico dopo l’uscita della versione acustica -, il nuovo corso della band di Calabasas alterna passaggi più rilassati, impreziositi dagli effetti spaziali della pedaliera di Mike Einziger e dal giradischi di DJ Kilmore, a schitarrate ribassate in piena tradizione nu-metal, il tutto accompagnato dalla multiforme timbrica di Brandon Boyd, novello Mike Patton per la sua capacità di variare con apparente semplicità. Entrano così di diritto nelle antologie del genere, oltre alla già citata “Pardon Me”, pezzi come “Privilege”, “Nowhere Fast” e la title-track, anche se il vero punto di rottura – complice un video in heavy-rotation su TRL e il petto nudo del carismatico vocalist californiano – è dato dal singolone “Drive”, capace di far conoscere gli Incubus al pubblico generalista e segno evidente, insieme alle altre hit “The Warmth”, “Stellar” e “I Miss You”, della svolta pop-rock che contraddistinguerà i lavori successivi. Di contro, la semi-strumentale “Battlestar Scralatchtica” (dove, oltre all’abilità ai piatti del già citato DJ Kilmore, abbiamo una volta di più modo di ammirare il funambolismo della sezione ritmica formata da Dirk Lance al basso e Jose Pasillas II alla batteria) e la nirvaniana “Out From Under” restano le ultime scorie di quell’urgenza creativa che sarà sempre meno presente nei lavori successivi. Anche se per molti è l’inizio della fine, chi scrive considera questo terzo album come la fine di un ciclo iniziato con “Fungus Amungus” e proseguito con “S.C.I.E.N.C.E.”, di cui “Make Yourself”, in procinto di diventare quest’anno maggiorenne, rappresenta ancora oggi il perfetto complemento melodico.

TRACKLIST

  1. Privilege
  2. Nowhere Fast
  3. Consequence
  4. The Warmth
  5. When It Comes
  6. Stellar
  7. Make Yourself
  8. Drive
  9. Clean
  10. Battlestar Scralatchtica
  11. I Miss You
  12. Pardon Me
  13. Out From Under
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