INCULTER – Fatal Visions

Pubblicato il 16/04/2019 da
voto
7.5
  • Band: INCULTER
  • Durata: 00:34:25
  • Disponibile dal: 12/04/2019
  • Etichetta: Edged Circle Productions
  • Distributore:

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Accanto ai leader del movimento black metal, agli alchimisti dell’avant-garde, i distillatori di mistica epica nordica, c’è una Norvegia metallica più underground, dall’approccio crudo e verace alla materia estrema. Una terra sorda alle sirene della modernità, in qualsivoglia maniera essa la si possa intendere. Non dovrebbe stupire che da territori periferici, in questo caso lo sperduto paesino di Fusa, circa quattromila anime in mezzo al nulla, provengano proposte così genuinamente radicate nell’extreme metal ottantiano e novantiano, come Inculter, Reptilian e Sepulcher hanno recentemente fatto notare con le loro opere prime. Visto che i giri di giostra continuano, i ragazzi sono giovani e affamati, il tempo passa, è già ora di dare conferme o smentite di quanto di buono sentito negli esordi. I primi a tornare sul campo e a reclamare attenzione sono i thrasher Inculter, autori di un barbaro eppure ben rifinito assalto quattro anni orsono con l’ottimo “Persisting Devolution”. Ora rafforzati dall’ingresso di un secondo chitarrista, i quattro ripartono esattamente da dove si erano fermati, segnalando che l’esuberanza giovanile ha iniziato a interagire con una piccola dose di maturità. Termine da non intendersi con un non dovuto né bene accetto ingentilimento, quanto a un uso più vario dei tempi, a canzoni che mediano fra assalti tremendi e un clima di insopportabile tensione, a un incrociarsi di riff e armonie che restano impressi e fanno spiccare le singole tracce le une sulle altre.
Se nel primo album ci si slanciava spesso e volentieri in scorribande selvagge, comunque non prive di melodie accattivanti alla Watain/Tribulation, adesso ruminanti tempi medi fanno splendida mostra di sé, dando per contrapposizione ancora più vigore alle ripartenze sfrenate. Un clima luciferino, di dannazione ma attraversato da rabbia molto terrena, attraversa l’intero “Fatal Visions”, devoto a un immaginario caro agli Slayer dei primi tre album e alle prime uscite dei Kreator. Spolverate di black e death metal ‘d’antan’ si spandono su un riffing affilato e indomabile, che difficilmente offre divagazioni fuori dal thrash nella sua accezione più ferale e mefistofelica, e nonostante queste lampanti limitazioni sa mettere alla frusta l’ascoltatore, lo piega alla sua volontà e tirannia.
Per chi ama la sintesi, un metal implacabile, cattivo, bastardo e che non si perda in tanti giri e strutture complicate, “Fatal Visions” è una manna dal cielo; neanche trentacinque minuti, otto brani, un’attenzione chirurgica nel dare passionalità satanica a quanto suonato, una foga degna di chi questo suono lo ha forgiato trentacinque anni fa, senza che vi siano pose posticce a rovinare il delizioso quadretto. Il thrash revival è un settore che non conosce crisi quantitative, mentre sulla qualità è lecito nutrire dei dubbi: ecco, con gli Inculter questo problema non si pone e c’è solo l’imbarazzo della scelta se sia meglio una “Impending Doom” (qui escono, come altrove, graditi rimandi ai Sepultura di “Beneath The Remains”), “Final Darkness” o “Through Relic Gates”. Per l’eccellenza assoluta servirà, ve lo confessiamo, qualche spunto originale aggiuntivo; se parliamo di valore dei pezzi, energia e dinamismo, non c’è proprio di che lamentarsi.

TRACKLIST

  1. Open The Tombs
  2. Impending Doom
  3. Shepherd of Evil
  4. Endtime Winds
  5. Final Darkness
  6. Towards the Unknown
  7. Fatal Visions
  8. Through Relic Gates
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