7.0
- Band: INDREN
- Durata: 00:36:01
- Disponibile dal: 20/05/2022
- Etichetta:
- Naturmacht Productions
Secondo album per questo duo italiano, assiepato tra le Alpi piemontesi, dedito a un black metal atmosferico e melodico. Musicalmente vicini alla scena ‘cascadian’ statunitense (che annovera band come Falls Of Rauros, Panopticon, Saor, Wolves In The Throne Room), gli Indren, con questo nuovo lavoro, procedono nel loro percorso, migliorandolo e collocandosi tra i progetti nostrani più interessanti in circolazione all’interno del genere di appartenenza.
“Of Time And Autumn Leaves” è un disco piacevole, che coinvolge l’ascoltatore in atmosfere boschive e fredde, ma anche accoglienti e intense – specialmente grazie a una produzione ben centrata, non perfetta, scarna, ma potente. L’album è una sorta di percorso, nel quale non spiccano momenti particolarmente incisivi, ma scorre, in una serie di composizioni immersive e mai noiose. La lunghezza di circa mezz’ora risulta così adeguata, offrendo una panoramica delle idee compositive degli Indren: qualcosa che, evidentemente, non è alla ricerca della rottura con certi archetipi musicali, e anzi preferisce servirsi delle proprie influenze per navigare nel mare magnum del black metal atmosferico – che, ricordiamo, negli ultimi anni ha generato una fitta di rete di progetti e ascoltatori, ed è quindi un genere scivoloso, all’interno del quale si rischiano pieghe derivative e schematizzazioni musicali assorbite per osmosi. Gli Indren non emergono particolarmente per impeto e/o originalità, ma senza dubbio fanno un ottimo lavoro sfruttando quasi tutti gli elementi di un genere che i componenti, senza dubbio, amano e vivono nel profondo: in attesa di un’ulteriore prova capace di far dire la propria a voce alta (magari con più brani da valutare, dato che in questo lavoro, al netto di intro, outro e una cover degli Skoll, ci sono soltanto quattro pezzi), per ora gli Indren dimostrano di avere un ottimo potenziale (si ascolti il brano “Autumn Leaves” per notare le ottime idee che circolano nel sangue di questi musicisti).
