7.0
- Band: INDUSTRIAL PUKE
- Durata: 00:35:00
- Disponibile dal: 28/03/2025
- Etichetta:
- Suicide Records
Con “Alive To No Avail”, gli Industrial Puke tornano con un secondo full-length che consolida e amplia quanto avviato con il precedente “Born Into the Twisting Rope”. La band svedese, guidata da musicisti provenienti da realtà come i Rentokiller e i sempre sottovalutati Burst, continua a proporre quella che potremmo definire una miscela di crust hardcore e death metal, ma in questa circostanza con una gamma espressiva leggermente più ampia e alcune piccole novità stilistiche.
Fin dalle prime note, si percepisce come il gruppo abbia lavorato sull’accentuazione degli estremi del proprio sound. Quando gli Industrial Puke spingono sull’acceleratore, il risultato è più che mai affilato, diretto e privo di fronzoli, partendo dalle basi hardcore crust per arrivare sulla soglia del grind. Al contrario, i rallentamenti questa volta portano con sé un incedere più massiccio e denso, che evidenzia una robustezza strutturale mai così pronunciata. Questo approccio binario, che esaspera tanto l’impatto delle accelerazioni quanto quello delle sezioni più groovy e cadenzate, dona al disco una dinamica convincente e generalmente più ricca di quella del debut del 2023.
È quindi stato fatto un lavoro sull’ampliamento della gamma espressiva alla base della musica: un processo che ha portato anche all’inserimento di spunti inediti tra i succitati estremi, come ad esempio le palesi influenze At The Gates di un brano come la title-track. Per il resto, i punti di riferimento sono quelli di sempre, con gli Entombed più scarni e beffardi in cima alla lista, seguiti da Disrupt, Disfear, Trap Them e tutta quella schiera di band, vecchie o più moderne, che interpretano certo hardcore punk con un suono di chitarra particolarmente ruvido e metallico.
Guardando alla tracklist, si può dire che la prima metà risulti più vivace e ispirata della seconda, nella quale la band sembra sostanzialmente ribadire i concetti espressi in precedenza. Comunque, complice anche la breve durata complessiva, non si può parlare di vero calo di tensione. Il disco mantiene una certa intensità e termina prima che ci si faccia effettivamente troppe domande sull’efficacia di certi episodi.
“Alive To No Avail”, in sostanza, è la conferma che gli Industrial Puke sanno esattamente cosa vogliono e come ottenerlo. Non è un lavoro che ambisce a grandi rivoluzioni, ma, nel complesso, il songwriting del quintetto riesce a bilanciare con una certa efficacia energia e un pizzico di varietà, confermandosi spontaneo e in definitiva in grado di ritagliarsi uno spazio di rispetto all’interno di questo particolare filone crossover.
