7.0
- Band: INIQUITOUS SAVAGERY
- Durata: 00:28:46
- Disponibile dal: 22/09/2015
- Etichetta:
- Grindethic Records
In un periodo in cui numerose band agli esordi stanno rilasciando ottimi debut album con cui presentarsi sulla scena metal mondiale, gli Iniquitous Savagery rispondono all’appello con il loro “Subversions Of The Psyche”, prima prova di lunga durata per i quattro del Regno Unito ed eccellente dimostrazione d’intenti per tutti coloro che stravedono per il versante più parossistico ed estremizzato del death metal di scuola europea. Nonostante la band stessa non perda occasione per definire come “brutal” il proprio stile, crediamo in realtà che esistano dei legami piuttosto radicati con il vecchio metallo della morte, in virtù anzitutto di velocità piuttosto variegate all’interno delle canzoni e di un ricorso ad hook melodici che donano sempre una certa musicalità ai brani (“Prey To The Agonies Of Morbid Apprehension”), nonostante non manchino rallentamenti iper-cadenzati ed un certo gusto per partiture frenetiche ed inattese che aumentano in positivo gli elementi portanti del sound degli Iniquitous Savagery (“Cognitive Dissonance”, “Transient State Of Metaphysical Revelation”). Come si evince quindi, i giovani scozzesi si fanno protagonisti di un lotto di canzoni affatto scontate, capaci di miscelare con notevole fluidità molti degli elementi, anche opposti tra loro, che caratterizzano il death metal nel suo complesso. Piace il fatto che durante l’ascolto affiorino alla mente diversi nomi a cui associare il quartetto, ma mai nessuno che possa effettivamente rappresentare una palese influenza rispetto al loro stile, e convince un utilizzo della tecnica strumentale mai spropositato, ma giustamente equiparato a quanto richiesto da questo tipo di sottogenere musicale. “Sadistic” e “Subversions Of The Psyche”, ovvero la parte centrale della scaletta dell’album, contengono probabilmente gli sviluppi più interessanti dell’intero lotto, grazie a svolgimenti meno impetuosi e più progressivi, dove tutti gli strumenti trovano il loro spazio per emergere con carattere. “Subversions Of The Psyche” ha un grande merito, che è quello di non annoiare durante il suo scorrimento ed anzi giocare con astuzia le sue carte migliori, rappresentate da una discreta fluidità, una buona produzione e trovate ritmiche che impediscono di inquadrare univocamente lo stile dei ragazzi di Glasgow (“Propagating A Pestiferous Enmity”): il fatto poi che si tratti del primo vagito di un gruppo di ragazzi poco più che ventenni lascia ottime speranze circa la piega che questa band potrà prendere in futuro. Avanti così quindi, il primo passo è stato fatto con la giusta dose di spavalderia ed accorgimenti per i particolari che innalzano indubbiamente il livello dell’album e la nostra valutazione finale in merito.
