INTERMENT – Scent Of The Buried

Pubblicato il 05/04/2016 da
voto
8.0
  • Band: INTERMENT
  • Durata: 00:39:39
  • Disponibile dal: 01/04/2016
  • Etichetta: Pulverised Records
  • Distributore: Audioglobe

Da quando il rientro sulle scene degli Interment ha preso definitivamente il volo con la pubblicazione di “Into the Crypts of Blasphemy”, il loro primo vero full-length, ogni death metaller legato alle origini del genere ha sentito un po’ meno la mancanza dei Dismember. “Into…” era il parto di una band da un lato fresca ed affamata, dall’altro esperta e perfettamente consapevole dei propri mezzi. Una formazione, visti gli anni di militanza underground, all’esordio solo sulla carta, ma, soprattutto, una formazione senza nulla da perdere, che suonava libera e spontanea, lontana da qualsiasi condizionamento esterno. Non dei novellini con ingenui sogni di gloria e ricchezza, bensí dei veterani attempati che, in un modo o nell’altro, hanno fatto del death metal e dell’underground la loro vita. Con il nuovo “Scent Of The Buried” la storia si ripete: gli Interment non hanno avuto fretta, hanno impiegato anni per confezionare un nuovo album, ma la pazienza e la cura con cui il tutto è stato definito sono sotto gli occhi di chiunque. Di nuovo, il gruppo interpreta il genere con una miscela di freschezza ed esperienza che è rarissimo scovare nella scena odierna. Gli svedesi hanno l’attitudine e l’orecchio tipici di musicisti che hanno visto un genere nascere e svilupparsi – erano già in attività nel 1991, quando i vari Entombed e Dismember emergevano e iniziavano a spopolare – ma anche l’ispirazione e il brio di un gruppo che non si è affatto logorato attraverso dozzine di registrazioni e tour. “Scent…” è appunto solo il secondo full-length per il quartetto e la differenza tra il suo operato e i recenti sforzi di altri vecchi maestri si sente, eccome! I confini del suono sono ben delineati – parliamo pur sempre di swedish death metal vecchia scuola – ma il riffing di chitarra è pimpante come pochi mentre le strutture appaiono piacevolmente intraprendenti, con la giusta alternanza tra furiosi uptempo, rallentamenti pastosi alla Autopsy e più agili sezioni intermedie. La voce del cantante/chitarrista Johan Jansson qui a tratti può ricordare quella di Matti Kärki, ma per il resto siamo davanti ad un prodotto prettamente – e splendidamente – Interment; un deciso e naturale raffinamento di quanto offerto sul disco precedente, esaltato ulteriormente da una produzione più chiara e ficcante, cortesia dei leggendari Sunlight Studios di Stoccolma. Insomma, band in ottima forma e grande ritorno discografico. Senza dubbio uno dei migliori degli ultimi anni in questo filone.

TRACKLIST

  1. Death And Decay
  2. Sinister Incantation
  3. Chalice Of Death
  4. Repugnant Funeral
  5. Scent Of The Buried
  6. Rise Of The Dead
  7. Unholy Upheaval
  8. Dawn Of Blasphemy
  9. Skull Crushing Carnage
  10. Nailed To The Grave
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