6.0
- Band: INTERNAL BLEEDING
- Durata: 00:36:24
- Disponibile dal: 19/10/2018
- Etichetta:
- Unique Leader
- Distributore: Audioglobe
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Perseveranza, passione e genuinità sono sempre stati i punti fermi di una carriera, quella degli statunitensi Internal Bleeding, tutt’altro che lineare e fortunata. Nel 2017, la tragica scomparsa del batterista/membro fondatore Bill Tolley avrebbe probabilmente messo in ginocchio chiunque, specie se si tiene conto del gran numero di avversità affrontate fino a quel momento e del suo peso nell’economia del sound della band, invece riecco la formazione della Grande Mela tornare in pista con un nuovo album, facendo quadrato intorno alla sei corde di Chris Perveils per dimostrare di non essersi arresa ai brutti tiri della sorte e per cercare di guardare avanti, in un modo o nell’altro. La forza di volontà dei Nostri si conferma quindi inattaccabile, anche se dall’ascolto di “Corrupting Influence” non possono fare a meno di trapelare l’incertezza dell’ultimo periodo e un senso di macchinosità derivante da una line-up rinnovata per quattro quinti rispetto a quella del precedente “Imperium”. Oggi più che mai al comando del progetto, il chitarrista newyorkese sintetizza in queste nove tracce la sua concezione di US death metal dalle forti tinte hardcore, sospeso tra i tecnicismi dei primi Suffocation e l’ignoranza totale di gente come All Out War e Madball, mancando però talvolta l’obiettivo a causa di una freschezza e di un livello di presa altalenanti. Intendiamoci, gli Internal Bleeding non hanno mai potuto contare sull’ispirazione dei vicini di casa Dying Fetus, ma nella suddetta opera del 2014 si erano saputi rendere protagonisti di un piccolo exploit, secondo solo a quello del lontano esordio “Voracious Contempt” (sorta di oggetto di culto tra i seguaci del filone ‘brutal’/slam); più che comprensibilmente, “Corrupting…” ne replica solo in parte l’efficacia, alternando episodi da demolizione totale (“Final Justice” su tutti) ad altri più ridondanti che alla lunga, nel loro insistere su breakdown e riff grassissimi, non vanno poi molto lontano. Confidiamo che l’attività live (mentre scriviamo il gruppo sta prendendo parte al Bloodletting North America in compagnia di Arsis e Pyrexia) ne rimetta nuovamente a lucido gli ingranaggi.
