INTOXICATED – The Dome

Pubblicato il 24/03/2026 da
voto
7.5
  • Band: INTOXICATED
  • Durata: 00:29:55
  • Disponibile dal: 27/03/2026
  • Etichetta:
  • Redefining Darkness Records

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C’è un demo del 1996 intitolato “Drain” che, tra le note a corredo, vede anche il nome di un certo Chuck Schuldiner nel ruolo di addetto alla registrazione e mixaggio. Il motivo è presto detto: si trattava di un semplice favore all’amico Erik Payne, leader, cantante e chitarrista degli Intoxicated realtà thrash-death sorta tre anni prima in quel di Altamonte Springs. Ci troviamo in Florida, e nell’orbita metal dello stesso Payne circolavano band chiamate Death, Obituary, Morbid Angel, Diabolic e Malevolent Creation. Impossibile rimanere indifferente a cotanta possanza, tecnica e brutalità: quel primo “Drain” fu quindi un’improvvisata per capire se e dove gli Intoxicated avrebbero potuto aprirsi un varco personale in quella truculenta strada tappezzata di morte.

Guidato spiritualmente dalle trame intricate sfoggiate da Chuck e dalla disperata ugola di John Tardy, Erik con i suoi Intoxicated riuscì a pubblicare un disco (“Metal Neck”) nel 1997 prima di ‘sparire’ dalla circolazione, accasandosi temporaneamente all’interno del progetto portato avanti dal musicista statunitense Andrew W.K., insieme a fratello Donald Tardy e Ken Andrews.
Così sino al 2019 quando, come accade nelle favole a lieto fine, gli ingranaggi della band floridiana sono tornati vorticosamente a girare, e dopo l’EP “Walled” dell’anno successivo, ecco il secondo (ma possiamo definirlo tranquillamente il primo ‘serio’) album rilasciato dagli Intoxicated, “Watch You Burn”, dove un death metal leggermente sgraziato intinto di elementi crossover faceva comunque ben intuire che dietro quella band vi era gente che aveva vissuto, e suonato, a fianco di personaggi a dir poco storici per il genere.
E possiamo ascoltare oggi la definitiva dimostrazione di questa anima old-school, grazie al qui presente “The Dome”, una chicca, lunga poco meno di mezz’ora, in grado di suonare presente trasudando allo stesso tempo sentori del passato, in cui Payne e i suoi compagni d’avventura danno libero sfoggio a ciò che, in pratica, hanno assorbito in quei malsani anni Novanta, quando dischi come “Cause Of Death” e “Spiritual Healing” trovavano la loro valvola di sfogo.
Basterebbero i primi trenta secondi di “Sever the Strings” per farvi atterrare in quella decade, dove i pattern di chitarra si ergono sovrani a sostegno di un’ipnotica e roboante sezione ritmica in una vera e propria operazione perforante, puntellata a dovere da ficcanti assoli e altrettanti stop’n’go: questi elementi chiave si esaltano anche nella title-track, come pure nell’opener “Carved in Stone,” in cui appare evidente l’ispirazione vocale targata Tardy senior; cosa dire, infine, di “Tighten Your Eyes”? Tanto grave quanto marchiata a fuoco dal credo sonoro bollato Death.

Ma ecco, infatti, il punto a favore degli Intoxicated: pur palese, il modello adottato dalla band di Payne è sì quello della band di Schuldiner, ma ripreso con una formula fresca e a suo modo creativa, in un canonico ‘già sentito’, eppure riproposto con tale abilità da rendere ogni ascolto un innegabile piacere.
Anche negli episodi più feroci, “War Club”, dalle tinte morbosamente più thrash, “It’s Dead” (dove gli Obituary regnano sovrani) e buona parte della seconda parte del disco, gli Intoxicated danno prova di come “The Dome” sia tutto fuorché pura imitazione.
Se non ne avete mai abbastanza, l’invito è quello di prendervi mezz’oretta della vostra nevrotica giornata lavorativa – o di studio, per i più giovani – e godere dell’affabile e sudorifera sensazione generata da questa band made in Florida.

TRACKLIST

  1. Carved in Stone
  2. Sever the Strings
  3. The Dome
  4. War Club
  5. Tighten Your Eyes
  6. Unescaped
  7. It’s Dead
  8. Shifted Cross
  9. Rake the Grate
  10. Drowning the Weak
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