INVERLOCH – Distance | Collapsed

Pubblicato il 08/03/2016 da
voto
8.0
  • Band: INVERLOCH
  • Durata: 00:39:26
  • Disponibile dal: 04/03/2016
  • Etichetta: Relapse Records
  • Distributore: Audioglobe

Sembrava quasi che l’EP d’esordio degli Inverloch – “Dusk | Subside”, del 2012 – fosse destinato a restare un episodio isolato. Quello che in principio pareva un antipasto di un imminente full-length non aveva infatti ricevuto alcun seguito immediato, tanto da far temere per le sorti della band degli ex Disembowelment Paul Mazziotta e Matthew Skarajew. Ci sono voluti ben quattro anni affinchè gli australiani mettessero sulla rampa di lancio il loro vero debut album, ma l’attesa per fortuna non è stata vana. “Distance | Collapsed” arriva – sempre tramite Relapse – in un periodo decisamente favorevole per il doom e affini, ma la vera grande notizia è che quanto di buono era rintracciabile sull’EP è oggi qui impeccabilmente riproposto in scala maggiore. La prima prova era imbevuta di alienazione, ossessione e rassegnazione, su una base death-doom che dava spazio tanto a rallentamenti asfissianti quanto ad allucinanti pillole di melodia, e “Distance…” riprende le fila di quel discorso, mostrandosi come un dipinto a tinte fosche, crudo ed inquietante, colmo di dettagli da scoprire ascolto dopo ascolto. Il disco si presenta sin da subito come un’opera imponente, eccessiva in tutto il suo fluire (mediamente) lento; un’opera che fotografa al meglio il percorso artistico del gruppo australiano, riuscendo a metterne in luce (si fa per dire) tutte le sue migliori qualità. Il merito principale degli Inverloch? L’aver riletto la lezione che gli stessi Disembowelment impartirono nei primi anni Novanta in materia di death-doom metal e averla rielaborata in una chiave più completa e raffinata, che dilata i vuoti fino all’estrema esasperazione e che li alterna con scostanti impennate di puro death metal sui cui stendono delle linee vocali semplicemente aberranti. A spezzare le catene della catatonia intervengono poi le suddette particelle di melodia: rintocchi ipnotici che qua e là fanno assurgere le trame dalla più pura desolazione, portandole a ficcarsi nella nostra mente come di rado era accaduto per il comunque magistrale materiale dei Disembowelment. Non va infine sottovalutato il gusto nelle accelerazioni: l’impronta doom nella proposta della band è chiaramente fortissima, ma – come del resto subito dimostra il velenoso attacco della title track – il prefisso ‘death-‘ in questo caso non indica soltanto le growling vocals; agli Inverloch ogni tanto piace strattonare e sconvolgere e l’impatto che i blast-beat generano se posti subito dopo trame tanto monumentali è di quelli che mozzano il fiato. La tensione di un disco sospeso tra totale rassegnazione e voglia di violentare e violentarsi è tangibile: il tutto cresce esponenzialmente con gli ascolti e consacra gli Inverloch come una delle più interessanti e promettenti death-doom metal band del decennio in corso.

TRACKLIST

  1. Distance Collapsed (In Rubble)
  2. From The Eventide Pool
  3. Lucid Delirium
  4. The Empyrean Torment
  5. Cataclysm of Lacuna
3 commenti
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